{{IMG_SX}}Cattolica, 19 novembre 2008 - Antonio Guidi voleva uccidere anche sua figlia. Valentina è viva solo perchè si è spostata. Dopo il colpo che le ha trapassato la coscia infatti, il secondo proiettile che le ha sparato il padre era diretto al petto. Lo ha preso nel braccio solo perchè è riuscita a schivarlo. Non c’è riuscita Loretta Mussoni che è stata colpita tra il cuore e l’esofago da una distanza di 2 metri. E’ morta all’istante secondo il medico legale. Lui poi si è sparato al mento. Si è devastato il viso, ma non ha colpito centri vitali. Tanto che ieri sera i medici del Bufalini di Cesena, hanno dichiarato che non è più in pericolo di vita. E’ in Rianimazione, in prognosi riservata, ma vivrà. Per il processo.

 


E’ piantonato da due carabinieri perchè la procura di Rimini gli contesta l’omicidio premeditato aggravato della moglie e il tentato omicidio della figlia. Oggi sarebbe previsto l’interrogatorio di convalida per il quale è stato incaricato l’avvocato Fabio Lombardi, ma non pare che possa avvenire per condizioni comunque gravi dell’omicida.

 

Lunedi’ nella serata gli investigatori, guidati dal tenente Stefano Petroni e dal maggiore Michele Miulli, sono riusciti a raccogliere la testimonianza di Valentina Guidi che sta meglio anche se è ancora piuttosto grave.
La ragazza in lacrime ha raccontanto dell’inferno che lei e la sorella, assieme alla madre, hanno patito in trent’anni di vita famigliare. Trent’anni nei quali il padre padrone, le ha fatte oggetto di violenze e soprusi. Un clima di terrore da cui le ragazze sono fuggite, andando a lavorare e a vivere lontano da quell’uomo.

 

Lei, Loretta Mussoni, dolce, remissiva, per tanti anni è stata innamorata del suo marito un po’ scapestrato. Ma non era solo un Peter Pan, Antonio Guidi. Non giocava solo con gli aeroplanini telecomandati e con quelli veri, gli ultraleggeri. ‘Giocava’ anche con le donne, parecchie pare, ma soprattutto era manesco e chissà cos’altro, che ancora non è emerso, succedeva tra le pareti domestiche.

 

Lui comprava, faceva spese folli, assurde, assolutamente non compatibili con le finanze della famiglia, come l’incredibile veicolo a tre ruote da 40mila euro di quest’estate. Non lavorava, a parte qualche caffè e "publiche relazioni". In compenso si era riempito di debiti che faceva regolarmente pagare alla moglie. Ma Loretta era stanca, depressa e ormai ridotta uno scheletro. Da pochissimo aveva trovato la forza di dire basta, di separarsi anche perchè la figlia Valentina, con il suo fidanzato, si era trasferita a dormire con lei nell’hotel, mentre il padre occupava ancora la loro camera da letto nella casetta di via Cremona numero 3 collegata all’hotel Ritter da un corridoio e un laboratorio.

 

Lunedi’ mattina la discussione in camera da letto è partita perchè Loretta Mussoni aveva invitato il marito a portare via le tante cose che aveva nella veranda dell’hotel dato che aveva intenzione di aprire per le festività di Natale. C’erano modellini di aerei, la grossa Bmw 1200, e poi carrelli per trasporti e ogni specie di motori, sembrava la rivendita di un rigattiere.

 

La discussione si è fatta subito accesa, come purtroppo era solito fare Antonio Guidi. Ad un certo punto ha imbracciato il fucile da caccia automatico calibro 12 comprato da poche settimane ed ha sparato un colpo alla coscia della figlia. Subito dopo un secondo colpo che era mirato al cuore, ma che per fortuna la ragazza è riuscita a schivare e che le ha colpito il braccio. A quel punto la moglie ha chiamato i carabinieri. ma ha fatto in tempo a dire solo che suo marito aveva un fucile. Poco dopo tra via Cremona e via Dante c’erano più carabinieri che abitanti. Quando sono stati certi che non poteva più nuocere, sono entrati e lo hanno trovato con la faccia devastata.