I tifosi del Rimini (Foto Petrangeli)
I tifosi del Rimini (Foto Petrangeli)

Rimini, 18 luglio 2019 - «Grassi se ne vada da Rimini quanto prima», d’impulso dalla curva. «Grassi ha perso credibilità ai nostri occhi», più pacati i tifosi dell’associazione Amici del Rimini. Ma la sostanza è la stessa. Tutti contro il presidente del pallone riminese Giorgio Grassi che, a pensarci bene, nell’ultimo periodo ha fatto un po’ di tutto perché questo accadesse. E’ successo. Vendo il Rimini, anzi non lo vendo. Anzi, ne cedo una parte oggi e un’altra domani. Chissà. Tira dritto per la sua strada l’imprenditore di Coriano fino a sbattere contro Massimo Nicastro, immobiliarista italo-americano che da qualche anno ha deciso, da Miami dove lavora, di ritornare in Italia per amor di pallone. E dribbling dopo dribbling, da Como a Carpi passando per Rieti, sta per raggiungere il ‘Romeo Neri’. I termini della trattativa con Grassi nessuno ancora li conosce, perché il presidente dei biancorossi se li tiene per sè, ma Nicastro e i suoi (il cesenate Nicola Penta in primis) in piazzale del Popolo hanno già piantato le tende. Ai tifosi, sballottati da una parte all’atra, senza più punti di riferimento ormai da settimane, non resta che chiedere al loro presidente di fischiare la fine.

«Regna il caos – scrivono i tifosi della curva Est – La squadra non è partita, l’allenatore è sfiduciato, il sostituto si è ritirato, il direttore sportivo si è dimesso, la vicenda societaria è tutt’altro che chiara. Solo un mese fa Grassi dichiarava di aver imparato dagli errori, la realtà dei fatti è che al di là delle dichiarazioni (vendo, non vendo, forse venderò) stiamo assistendo all’estate più grottesca e umiliante degli ultimi anni, e la nostra tifoseria purtroppo è ben esperta di umiliazioni». Non ci vanno morbidi nemmeno gli ‘Amici’. «Riteniamo inaccettabile il comportamento della proprietà – fanno sapere – che non più tardi di qualche settimana fa ci rassicurava a quattr’occhi di aver imparato dagli errori del passato mentre nei fatti la nuova stagione inizia peggio di come era finita l’ultima. E non era affatto facile riuscirci. Ma quando si è toccato il fondo, evidentemente, si può sempre iniziare a scavare». Tutti chiedono a Nicastro di presentarsi in carne e ossa, e al sindaco Andrea Gnassi di vigilare su una situazione diventata sempre più confusa, anche agli occhi della stessa amministrazione comunale. Ma non solo.

«All'Amministrazione – scrivo dalla curva – chiediamo di sospendere, dichiarandolo, il bando per i campi della Gaiofana fino a quando la situazione societaria non sarà chiara. E soprattutto che questo centro, vitale per il futuro del Rimini, non venga concesso a Grassi che dal Rimini si sta disimpegnando in maniera totalmente priva di decoro e di rispetto». C’era da aspettarselo che, prima o poi, il mal tollerato sarebbe diventato intollerabile. Chissà se tutto questo il presidente del Rimini lo aveva messo in conto. Adesso, sicuramente, dovrà farci i conti.