Rimini, 27 novembre 2016 - Domani alunni e studenti della scuole riminesi salteranno due ore di lezione. I loro insegnanti saranno impegnati in un’assemblea sindacale (retribuita) su di un tema squisitamente politico: «Referendum, le ragioni del no: riduzione degli spazi di democrazia».

Per fortuna, anche in un’Italia abituata a tutto, c’è ancora chi si scandalizza: una preside ha negato ai suoi insegnanti di partecipare, in orario di servizio, a un incontro di propaganda politica. E’ stata subito accusata di attività antisindacale e richiamata all’ordine dal provveditore. Ma anche un’altra donna, il prefetto ‘Peg’ Strano, si è messa di traverso: nelle scuole è vietata ogni forma di campagna elettorale. L’assemblea sulle ragioni del no si farà comunque, ma nella sede dei sindacati. Resta l’uso improprio dell’articolo 20 dello Statuto dei lavoratori: quello che riconosce il diritto di riunirsi in assemblea retribuita, ma su temi sindacali e di lavoro. I ‘prof’ che vogliono informarsi sulle ragioni del no o del sì alla riforma costituzionale lo facciano nel tempo libero e non mentre vengono pagati per insegnare. Sono anche queste le piccole, grandi lezioni di serietà che servono ai nostri ragazzi.