Rimini, 2 ottobre 2016 - Se il potere logora, anche stare dall’altra parte non è proprio una passeggiata di salute. A Riccione, ad esempio, il Pd precipitato dopo 70 anni all’opposizione ha perso in un colpo solo il candidato sindaco e una manciata di consiglieri. Sbattuti fuori dalla segreteria per aver smarrito la retta via. Due gatti in fila per tre... potremmo liquidarla così, allegramente, se non fosse che le minoranze servono come il pane, ma quelle disponibili hanno alzato il cartello: «Stiamo facendoci la guerra. Ripassate più tardi». Lo sa bene Andrea Gnassi che governa senza grossi patemi dopo aver visto naufragare l’armata grillina. «Pochi, divisi e scontenti», titolava il Carlino di alcuni giorni fa, raccontando delle divisioni che hanno cancellato il Movimento dalle mappe politiche.

A Cattolica, al contrario, è il Pd a soffrire nel cono d’ombra dei Cinquestelle. Tre casi, un comune denominatore: se non comandi non sei nessuno. Di questi tempi anche la militanza ha un prezzo, quanto basta per guadagnare una poltrona, se va male anche uno sgabello. Tagliati quelli, addio ideali. Stare all’opposizione costa sudore e fatica, e nessuno che ti chiede mai di tagliare un nastro. La gavetta? Non scherziamo, adesso prima di sottoscrivere la tessera rivendicano un posto da assessore.