David Lynch (Foto Ansa)
David Lynch (Foto Ansa)

Rimini, 23 marzo 2019 - Sognando Fellini con David Lynch. Un sogno che Rimini realizzerà da maggio, ospitando (in prima nazionale) la mostra Dreams. A tribute to Fellini, che esporrà 11 opere che il regista di Twin Peaks e Mullholland drive ha realizzato in omaggio a Fellini, e una dozzina di disegni del maestro riminese, scelti dallo stesso Lynch.

L’occasione sarà la prima edizione de La settima arte, il nuovo festival riminese dedicato all’industria del cinema, organizzato da Confindustria Romagna con l’università di Rimini, la Khairos (la società che gestisce il rinato cinema Fulgor) e il Comune. Un evento reso possibile dalla nuova, importante collaborazione nata tra Rimini e la Fondazione Fellini di Sion in Svizzera. Nata 20 anni fa (all’inizio ne na fatto parte anche Gerald Morin, lo storico collaboratore e amico di Fellini), la Fondazione custodisce un vero tesoro felliniano. «Abbiamo oltre 9mila pezzi, tra cui migliaia di disegni del maestro...», confessa Stéphane Marti, presidente dell’ente e felliniano della prima ora, ieri a Rimini per presentare la grande mostra di Lynch. «Ho conosciuto Federico Fellini che avevo solo 22 anni, ma avevo già visto tutti i suoi film. Mi presentati a Cinecittà, lo intervistai.... Poi andai alla conferenza stampa per la presentazione de La nave va. Sono stati incontri magici». E quando, nel 1998, è nata la Fondazione Fellini in Svizzera «abbiamo lavorato per acquistare e recuperare i suoi disegni e tutto il materiale possibile su Fellini, e realizzare eventi e mostre (oltre un centinaio)».

Quella devozione per il regista riminese che prova lo stesso Lynch, e lo ha spinto a realizzare una serie di litografie dedicate al finale di Otto e mezzo. Per il regista americano Otto e mezzo non è solo un capolavoro assoluto: è il film che lo ha probabilmente influenzato di più, come ha ricordato più volte. Ma Lynch aveva stretto anche un’amicizia speciale con il regista riminese. Non a caso fu uno degli ultimi a poterlo visitare nel 1993 quando era in ospedale a Roma, pochi giorni prima che Fellini morisse. «Con queste litografie Lynch – rivela Nicolas Rouiller, il direttore della Fondazione Fellini di Sion, anche lui ieri a Rimini per presentare l’iniziativa – ha voluto rendere omaggio al regista che ha avuto più peso nel suo immaginario». E’ un’affinità artistica che «può essere riscoperta – aggiunge Roy Menarini, docente di cinema dell’università di Rimini – nelle pellicole di Lynch. Se non ci si ferma alla superficie, si scava in fondo, si vede come l’immaginario felliniano venga trasfigurato e riproposto da Lynch».

Il sogno di Rimini (perché sarebbe un sogno) è avere lo stesso Lynch a maggio, all’inaugurazione della grande mostra. Che sarà ospitata dal 3 fino all’11 maggio a Castel Sismondo, e poi si sposterà alla galleria Primo piano fino a luglio. «Lynch verrà a Rimini? Chissà, lo scopriremo più avanti», sorride Stéphane Marti. Che poi promette: «La collaborazione della Fondazione Fellini con Rimini non sarà a spot. Vogliamo continuare questo importante legame, in vista del centenario della nascita di Fellini (nel 2020). Perché a Rimini ci siamo sentiti subito a casa. Abbiamo visto lo strepitoso restauro del Fulgor. Ma è tutta la città a parlare di Fellini».

Lo ha detto bene ieri il sindaco Andrea Gnassi: «Fellini è un patrimonio di tutto il mondo, nessuno ne ha l’esclusiva». E al mondo Rimini vuole donare, finalmente, «un luogo dell’immaginazione, del sogno, che faccia rivivere le atmosfere dei film di Fellini». Quel luogo sarà il grande museo dedicato al regista, che sarà realizzato tra Castel Sismondo, il rinato Fulgor e piazza Malatesta. Un luogo vivo, che parli un «linguaggio contemporaneo», tra ricostruzioni di set, mostre, installazioni, opere e percorsi virtuali. E la mostra di Lynch a Castel Sismondo, in questo senso, «non è altro – continua Gnassi – che l’anticipazione di quello che sarà il nostro museo per Fellini». In attesa di realizzarlo, il viaggio per festeggiare il centenario felliniano ci porterà a Milano e a Berlino, a Los Angeles e in Svizzera, con tanti eventi. Federico, gradisca questo regalo...