Una foto della tradizionale Fogheraccia (Fugaràza in dialetto riminese)
Una foto della tradizionale Fogheraccia (Fugaràza in dialetto riminese)

Rimini, 14 marzo 2019 - Un inno al fuoco purificatore e alla rinascita dalle ceneri. Distruzione delle scorie invernali e celebrazione della primavera in arrivo. Eredità millenaria dei Baccanali, i riti dionisiaci per propiziare la fertilità. Sacro e profano si mescolano nell’antico rito della fogheraccia (in dialetto riminese, fugaràza), consuetudine tipicamente romagnola che ogni anno si ripete il 18 marzo, nella notte che precede la festa di San Giuseppe.

AGGIORNAMENTO Fogheraccia 2019 Rimini, troppo vento. Appuntamento rinviato

“È l’inverno che muore. Io me la sento già addosso, la primavera!”. Così, nel memorabile attacco di Amarcord, il capolavoro di Federico Fellini, la Gradisca commentava lo spettacolo della fogheraccia. Uno spettacolo tuttora imperdibile per i riminesi, che lunedì 18 si ritroveranno davanti ai falò previsti sia nell’entroterra, sia sulla costa.

Sebbene in tono minore rispetto al passato (per ragioni di pubblica sicurezza), in tanti non rinunciano all’usanza di accendere dei piccoli fuochi nelle proprie abitazioni in campagna: proprio come facevano un tempo i contadini, che gettavano nella pira stoppe, potature e scarti della stagione precedente e cantavano formule propiziatorie per auspicare un buon raccolto. Ma sono numerosissimi – e per tutti i gusti - anche gli appuntamenti organizzati in varie località del riminese.

Si comincia nel tardo pomeriggio, nell’Area Verde di Casa Macanno a Rimini, con la Fogheraccia dei bambini: un momento di aggregazione pensato soprattutto per i più piccoli, con street food romagnolo, intrattenimento musicale e addirittura un laboratorio su prenotazione, per sapere di più di questa vetusta tradizione popolare.

Si prosegue, a partire dalle 21, sulla costa: da Cattolica a Riccione, dal porto di Rimini a Viserba, la Riviera diventerà un unico, pittoresco, palcoscenico di luce, su cui andrà in scena il rituale che segna l’arrivo della primavera. In particolare, a Riccione la Fogheraccia si trasformerà in un’ideale fiamma olimpica, a ricordare una serie di importanti eventi sportivi che interesseranno la cittadina della Riviera nei prossimi due mesi.

Eventi che culmineranno nel passaggio del Giro d’Italia, il quale farà tappa appunto a Riccione il 19 maggio. Il suggestivo rito del falò sarà accompagnato dalle immancabili delizie culinarie: la Cooperativa Bagnini di Riccione offrirà a tutti i presenti ciambella della nonna e vin brulè, secondo la più squisita tradizione romagnola.

Coloro che si trovano nell’entroterra potranno comunque godersi lo spettacolo del fuoco in diversi appuntamenti: fra questi, la Focarina di San Giuseppe sul retro di Villa Torlonia, a San Mauro Pascoli, la Fogheraccia benefica, organizzata dalla ONLUS riminese “Una goccia per il mondo” presso il Podere dell’Angelo di Vergiano di Rimini e quella curata dal Comune di Viserbella. Anche in queste occasioni, i partecipanti potranno scaldarsi, oltre che con il fuoco, con le classiche specialità della “cucina povera” romagnola: piada, salsiccia e un bicchiere di Sangiovese.