Rimini, 21 novembre 2017 - La danza col palo fa il pienone. E’ boom di iscritti alla palestra Schilling per i corsi di pole dance. Già un centinaio, soprattutto donne, ma negli ultimi tempi, anche gli uomini hanno deciso di ballare sfidando la gravità. L’associazione sportiva riminese è stata la prima a lanciare questa disciplina, nel 2009, con l’insegnante di discipline aerobiche e ballerina Raffaella Montanari, fondatrice della scuola Bepole’R’M.

Alla base della pole ci sono forza fisica, grazia e un duro allenamento. E c’è una naturale componente di sensualità, perché appartiene alla danza. Vietato però confonderla con la lap dance, «sarebbe come dire che il calcio e la pallavolo sono uguali solo perché c’è di mezzo una palla», spiega Raffaella Montanari, evidenziando la presenza di questo sport nelle gare mondiali. A differenza della lap dance, una danza erotica che si balla nei locali. «Il paragone con la lap dance è stato sdoganato», i tempi sembrano cambiati portando via qualche pregiudizio.

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Le richieste sono in aumento, le allieve hanno un’età dai 16 anni agli over 50, «adesso ci sono anche gli uomini – spiega l’istruttrice – abbiamo quattro livelli, dai principianti all’avanzato, fino al corso di coreografia. Inoltre, è stato inserito anche un corso per bambini dai 7 ai 13 anni. Questo è il momento delle discipline aeree, è di moda. E poi è insito in noi, fin da piccoli ci arrampichiamo sugli alberi e a scuola facciamo gli esercizi con la pertica». A praticare pole dance sono casalinghe e professioniste, psicologhe, impiegate e neo mamme.

Cosa spinge a provare la pole secondo Raffaella Montanari è molto soggettivo, ma c’è per tutti il desiderio di mettersi alla prova e superare limiti, fisici e mentali. «E’ una prova di forza e coraggio, bisogna sollevare il peso del corpo. Ci sono allieve che hanno paura a trovarsi a testa in giù e a lasciarsi andare. Noi usiamo pali da gara alti 4 metri e 20 centimentri, è un grande esercizio muscolare e i risultati sul corpo sono notevoli. C’è anche chi la sceglie per riscoprire la propria femminilità, e la personalità emerge perché si lavora sulle possibilità di espressione del corpo. E’ una forma di danza, e la danza per sua natura è sensualità, come lo è l’intima essenza femminile».

L'approccio a questo sport è maschile per quanto riguarda la forza, ma si affiancano eleganza e armonia, e le donne sono avvantaggiate. La pole ha 140 figure di base e da lì se ne creano altre. «E’ importante avere insegnanti preparati, è uno sport faticoso e credo sia uno specchio dei tempi. Rappresenta la donna forte, che vuole emergere». Per chi vuole esaltare la sensualità, poi, c’è anche un corso ad hoc, l’exotic pole dance che si fa con tacchi. I movimenti sono più sinuosi ed è più forte l’aspetto erotico. «Consiglio di provare, si parte da zero come in ogni sport, e si scoprono nuove potenzialità».

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