I gestori del Rainbow con uno dei fondatori, Marco Felici (a destra)
I gestori del Rainbow con uno dei fondatori, Marco Felici (a destra)

Rimini, 17 marzo 2019 - Sushi e hamburger... strampalati alla tavola del borgo San Giuliano. Dove continuano ad aprire ristoranti e locali. L’ultimo, in ordine di tempo, è stato la S Romagnola, che ha preso il posto dello storico Lurido. Nel giro di qualche settimana arriveranno nel borgo altri due ristoranti.

Farà il suo debutto per la prima volta il sushi, con il marchio Rainbow. E’ una piccola catena: dopo aver inaugurato, con successo, a San Marino, Rainbow ha debuttato a Rimini in via Covignano, nei locali che prima ospitavano la piadineria dalla Lella (trasferitasi pochi metri più in là). Ora lo sbarco nel borgo e contemporaneamente il debutto anche a Riccione. «Ma apriremo probabilmente prima a Riccione. Nel borgo San Giuliano siamo ancora un po’ indietro con i lavori», rivela Marco Felici, uno dei fondatori di Rainbow. Il ristorante di sushi sarà ricavato negli stessi spazi che, per tantissimi anni, hanno ospitato il forno Olivieri in via Ortaggi. La storica bottega (oltre un secolo di vita) ha chiuso i battenti nel gennaio 2018. Dopo varie trattative, nei mesi scorsi si è concretizzata quella con Rainbow.

«SARÀ un ristorante in franchising – spiega ancora Felici – e la gestione sarà affidata ad alcuni dei soci che già gestiscono il vicino Sottosale». E’ il ristorante affacciato su viale Tiberio (già Locanda di Miranda con Serena Grandi, mentre in passato lì c’era stato l’Acero Rosso), che in via Ortaggi confina proprio con il vecchio forno. «La posizione è ideale – continua Felici – Da tempo cercavamo lo spazio giusto per aprire un locale nel borgo San Giuliano, ed è arrivata questa importante occasione». Ancora da definire la data di inaugurazione («molto dipenderà dai lavori, tuttora in corso)», ma la speranza è di riuscire ad aprire il nuovo Rainbow nel borgo tra i mesi di maggio e giugno, «comunque entro l’estate».

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A breve tornerà (finalmente) a nuova vita anche il ristorante pizzeria da Marco, un altro locale storico del borgo. E’ chiuso dal 2017, e lo scorso anno è stato venduto all’asta e acquistato da un imprenditore riminese, per un importo di circa 1,3 milioni di euro. Ma il nuovo proprietario non gestirà direttamente il ristorante: l’ha dato in affitto ai gestori di Strampalato, il locale sul porto (di fronte al Club nautico) che proponehamburger gourmet e altri piatti. I lavori per la ristrutturazione sono già cominciati da un po’. Sono stati portati via da lì, tra l’altro, materassi, coperte e i vari oggetti che venivano utilizzati dai senzatetto e dai balordi che si accampavano nell’ex ristorante, causando non pochi problemi di sicurezza e degrado nel borgo. Da quanto trapela, Strampalato resterà comunque al porto, ma nel borgo il locale resterà aperto tutto l’anno. Resta ancora da decidere la data di inaugurazione, ma (anche in questo caso) difficilmente il locale riuscirà ad aprire i battenti prima di maggio.

Resta chiusa invece l’osteria da Dinein, sempre in via Ortaggi. Secondo i rumors del borgo, difficilmente riaprirà. Il locale è stato acquistato, e a quanto pare l’intenzione è quella di non portare avanti l’attività di ristorazione. Anche perché nel borgo San Giuliano cominciano a essere davvero tanti i locali, i ristoranti e le osterie.