Rimini, 14 settembre 2010 - "Ho pensato: a fondo non ci vado perché Wendy sa nuotare ed è un cane da salvataggio. Poi qualcuno arriverà a tirarci fuori". Santina Belli, 61 anni, residente in via da Barbiano, è la donna cieca che è caduta nel porto canale di Rimini domenica mattina dopo aver perso l’orientamento a causa delle deviazioni che il suo cane ha dovuto fare per non farla finire in mezzo al traffico.
La signora Santina, 29 anni passati come centralinista all’Istituto Alberti, in pensione da una decina di giorni, ha bevuto un bel po’ di acqua di mare, ma sta bene e, soprattutto, non ha perso il suo buon umore, giustamente battagliero.

Cosa è successo domenica mattina?

"Era una bellissima giornata e, come tutte le mattine, ne ho approfittato per fare una passeggiata. Il fatto è che Wendy, come tutti questi cani addestrati alla guida dei ciechi, cercano di evitare le difficoltà ai loro padroni, si sentono molto responsabili, quindi fanno di tutto per evitare le zone trafficate, i marciapiedi bloccati dai vari mezzi e le strisce pedonali ostruite e cercano percorsi alternativi. Lei in via Coletti non mi vuole portare perché c’è un gran caos, così ha fatto altre strade e sono stata io che credevo di essere in un posto e invece ero in un altro".

E così è caduta in acqua.

"Diciamo che mi sono anche tirata dietro Wendy perché lei non voleva andare avanti, io non capivo perché e ho cercato di farla proseguire. Ho fatto un passo avanti e sono caduta dentro al porto canale tirandola con me".

Una situazione da puro panico.

"Io non so nuotare, era la prima volta che andavo in mare. Ho anche bevuto per la prima volta l’acqua salata, che è cattivissima, ma non ho avuto molta paura: Wendy nuotava e io stavo attaccata a lei, è un cane anche da salvataggio (è di razza Labrador, ndr), poi ho pensato che qualcuno doveva pur vedermi, lì a mollo".

Chi l’ha tirata fuori?

"Una signora di Imola che ha i parenti lì sul porto deve aver sentito il rumore che facevamo, è uscita fuori, ci ha viste e pochi attimi dopo tre uomini hanno preso prima Wendy poi me. Mi hanno appoggiata a una barca, coperta e poi hanno avvertito Danilo (la persoan che l’accompagna nelle incombenze più complesse, ndr), poi siamo tornati a casa".

Cercare di evitare disagi e ostacoli l’ha fatto finire nel canale.

"Purtroppo i marciapiedi sulle strade più grandi sono quasi impraticabili a causa di macchine, motorini, bici e ostacoli di ogni tipo. Mi capita di andare alla stazione dei treni: sistematicamente sulle strisce pedonali ci sono sempre delle macchine parcheggiate e non ha mai incontrato un vigile. Comunque è così in quasi tutta la città".
 

C’è anche tanta maleducazione.

"Pensi che sul marciapiede del ponte della Resistenza, poco tempo fa, un signore in bicicletta mi ha preso contro, si è fermato e mi ha detto: ‘Scusi, ma non mi ha visto?’".

A lei che è non vedente le ha detto questo? Sembra una barzelletta.

Sorride la signora Santina: "Già. Eppure è così. Io comunque ho risposto che ero con un cane guida ed era lui che doveva vedere me. A quel punto devo dire che si è scusato".

Altre situazioni particolarmente complicate che trova ogni giorno?

"Nei pressi del Grattacielo il marcapiede è largo ma spesso è ostruito poi passano le biciclette a ‘razzo’ ed è un’impresa non farsi investire. Poi c’è anche una donna che chiede l’elemosina a ridosso del tunnel. Da lì era un problema passare. L’ho detto a questa donna e adesso quando mi vede arrivare con il cane si sposta, poi si rimette nel suo posto. Si vede che le piace stare lì, ma io non voglio mandarla via, solo passare con il mio cane. Poi non si può non sottolineare il passaggio pedonale di fronte all’ospedale di Rimini. Ecco c’è il problema che appena scende un po’ di pioggia forte si allaga tutto, i piedi vanno letteralmente a mollo. In questo caso non si tratta di ostacoli fisici ma di pioggia, il fatto è che forse non è stato progettato in modo adeguato se fa tutto questo ristagno". La signora Santina ci tiene a ringraziare ancora le persone che hanno tirato fuori dal porto canale lei e Wendy.