Addio al signor Valleverde. Arcangeli, le sue scarpe ai piedi dei grandi del mondo

È morto a 80 anni il fondatore della famosissima azienda calzaturiera di Coriano . L’imprenditore creò un impero, poi conobbe la crisi e subì una condanna per bancarotta.

Addio al signor Valleverde. Arcangeli, le sue scarpe ai piedi dei grandi del mondo

Addio al signor Valleverde. Arcangeli, le sue scarpe ai piedi dei grandi del mondo

Addio ad Armando Arcangeli. Da tempo si era ritirato a vita privata dopo che il suo sogno, divenuto famoso in tutto il mondo e capace di fatturare cento milioni l’anno, era crollato sotto i colpi della crisi e delle vicende giudiziarie. Il patron della Valleverde se n’è andato a 80 anni, domenica scorsa. La salma è rimasta all’obitorio dell’ospedale di Riccione e da qui oggi partirà per arrivare alla chiesa parrocchiale di Sant’Innocenza a Montetauro dove alle 15.30 sarà celebrato il funerale. In seguito Arcangeli verrà tumulato nel cimitero nuovo di Riccione, nella città da cui era partito per fondare un impero delle scarpe. La storia imprenditoriale di Arcangeli iniziò negli anni Settanta con la nascita di una piccola azienda calzaturiera nella zona artigianale di Coriano a due passi da Riccione. E’ qui che prendono vita un sogno e un’idea. Mentre le calzature italiane di pregio sfilano in tutto il mondo Arcangeli pensa di portare comodità ed eleganza ai piedi di tutti, innalzando a moda e sostanza ciò che prima era considerato un prodotto popolare. Moda, eleganza ed esclusività alla portata di tanti, per sentirsi come Kevin Costner che immerso nel traffico di Manhattan esce dall’auto e comincia a camminare in una Velleverde, invidiato a tutti. Arcangeli scelse come testimonial veri e propri divi. Lo spot con Costner è rimato nella storia, ma non fu l’unico. Il patron di Valeverde era riuscito a infilare le sue scarpe persino ai piedi Raffaella Carrà, di una Julia Roberts all’apice del successo mondiale, ed anche a quelli pilota della Ferrari Eddie Irvine. Da Holliwood alla Formula Uno, le calzature Valleverde avevano una visibilità planetaria, e le vendite decollavano. La piccola azienda nata negli anni ’70, nel 2007 era diventata un impero che investiva l’8% del fatturato in pubblicità, vendeva in tutto il mondo e vantava circa 2mila punti vendita in Italia e all’estero, mentre nei suoi stabilimenti lavoravano 270 dipendenti. Ma ad Arcangeli non interessava un successo effimero per le sue calzature, vuole che venga considerato lo studio che sta dietro alla produzione. Anche in questo ha successo tanto che all’Università di Bologna gli riconoscono una laurea honoris causa, mentre viene nominato Cavaliere del lavoro dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. In quegli anni d’oro il patron della Valleverde riesce a costruire anche un rapporto che va oltre il semplice spot pubblicitario. Sono i giorni in cui in riva all’Adriatico sbarca il mito Pelè, il calciatore che ha fatto la storia. E anche lui è al fianco di Arcangeli.

Arrivato in cima alla montagna cambia tutto per l’imprenditore. Se nel 2007 l’azienda aveva conosciuto il suo massimo risultato, è nei due anni successivi che la crisi economica mondiale mina non solo il successo ma anche la tenuta della Valleverde. In quel momento è cominciato il piano di ridimensionamento dell’azienda. Poi sono arrivati i guai con la perdita di posti di lavoro, la cessione d’azienda, il fallimento e l’inchiesta nei confronti di Arcangeli e dei suoi collaboratori. La procedura fallimentare risale al 2013. Un paio di anni più tardi un’azienda ravennate comprò all’asta ciò che rimaneva della Valleverde. Intanto l’impero di Arcangeli crollava e i militari della Finanza nel 2015 mettevano i sigilli alla villa a Riccione. Nel dicembre 2022 il tribunale di Rimini ha condannato, in primo grado, Arcangeli a 4 anni e 6 mesi di reclusione per bancarotta fraudolenta, distrattiva e preferenziale e per alcuni reati chiudendo il procedimento nato dopo il fallimento nel 2013 della società Spes, in precedenza denominata ‘Valleverde Calzature’.

Per il sindaco di Coriano Gianluca Ugolini Arcangeli resta "una figura che, a partire da Coriano in cui aveva fondato l’azienda Valleverde, ha tracciato un punto fermo nella storia dell’imprenditoria romagnola per estro e innovazione in grado di superare i confini nazionali e far conoscere in tutto il mondo le sue calzature pratiche e confortevoli. Il patron della Valleverde ha dato lavoro a tantissime famiglie corianesi contribuendo ad aumentare l’indotto dell’economia locale e a portare oltre confine il nome di Coriano".

Andrea Oliva