"Confermato il detto che in Italia chi rispetta le regole è un fesso, e chi se ne frega un furbo. E’ una vergogna". Ha un diavolo per capello Giorgio Gentili, pensionato riminese, al ritorno da due settimane di vacanze nelle isole spagnole. Cosa è successo? "E’ successo che io e mia moglie siamo stati due settimane in vacanza alle Canarie. Ritornato l’altra notte, tra venerdì e sabato a Rimini". Quindi? "Abbiamo fatto tamponi prima di partire dall’Italia e prima di tornare dalla Spagna. Già lo si sapeva. Epoi l’autodenuncia...

"Confermato il detto che in Italia chi rispetta le regole è un fesso, e chi se ne frega un furbo. E’ una vergogna". Ha un diavolo per capello Giorgio Gentili, pensionato riminese, al ritorno da due settimane di vacanze nelle isole spagnole.

Cosa è successo?

"E’ successo che io e mia moglie siamo stati due settimane in vacanza alle Canarie. Ritornato l’altra notte, tra venerdì e sabato a Rimini".

Quindi?

"Abbiamo fatto tamponi prima di partire dall’Italia e prima di tornare dalla Spagna. Già lo si sapeva. Epoi l’autodenuncia all’Asl, come prescritto dalle disposizioni governative, cosa che si è aggiunta dopo".

Tutto come da copione.

"Già. E adesso la stessa Asl Romagna, applicando i protocolli Covid in materia, ci ha correttamente imposto la quarantena".

Quindi dov’è il problema?

"Il problema è che tantissime persone che erano in vacanza come noi a Tenerife, e che hanno preso il nostro stesso volo della Ryanair per propria stessa ammissione - ho parlato con parecchi - non hanno fatto niente di tutto questo. E ora tutte queste persone circolano tranquillamente per strada in mezza Italia. E..."

Dica.

"Dall’aereo siamo scesi uno per volta. Poi ci hanno messo in 120 sulle stesso maxi-bus, ammassati come sardine per portarci al terminal. Assurdo".

Ma i furbi sono stati individuati dalle forze dell’ordine ai controlli di dogana agli scali aeroportuali, o no?

"Lo credevo anch’io. Invece all’aeroporto, parlo di Orio al Serio che viene utilizzato per quella tratta da Ryanair, al ritorno non c’è stata l’ombra di un controllo".

Non c’è stata o qualcuno ha furbescamente svicolato?

"Macché svicolato, all’aeroporto di Bergamo, quando siamo rientrati, non c’era nessuno. Nè forze di polizia, nè impiegati. Quindi tutti quanti si sono dileguati alla chetichella. Senza dover dimostrare di aver fatto i tamponi prima della partenza e prima del ritorno, e molti non l’avevano fatto. Nè di aver segnalato la permanenza all’estero all’autorità sanitaria del proprio territorio di residenza".

Tutto ciò per evitare il fastidio della quarantena?

"Forse. Tanti con cui ho parlato hanno detto che non sapevano come contattare la propria Asl, non avevano portato un computer. O che pensavano di ricevere il modulo allo scalo".

E voi?

"Io per la prima volta nella mia vita ho portato il tablet. Devo dire che non ho trovato semplicissima la procedura, tanto che ho contattato il medico di base, che mi ha aiutato a compilare il formulario da inviare all’Asl".

E gli altri?

"Mi hanno detto che non avevano idea di come fare, e che speravano di non essere controllati al ritorno. Pareva impossibile, invece hanno avuto ragione. E gli ’stupidi’ siamo risultati noi".

Mario Gradara