Allarme a Miramare e a Rivazzurra : "Basta spaccio, furti e risse". I comitati chiedono più sicurezza

Un problema è rappresentato dagli hotel abbandonati, ormai alloggio di prostitute, pusher e senzatetto. La preoccupazione di Roberto Urbinati: "Una questione di decoro pubblico e salvaguardia del turismo". .

Allarme a Miramare e a Rivazzurra : "Basta spaccio, furti e risse". I comitati chiedono più sicurezza

Allarme a Miramare e a Rivazzurra : "Basta spaccio, furti e risse". I comitati chiedono più sicurezza

Spaccio, prostituzione, furti e risse: la microcriminalità è diventata un fenomeno fuori controllo nei quartieri più periferici di Rimini sud, Miramare e Rivazzurra. Nella zona compresa tra la ferrovia e il mare la crisi è diventata endemica, tanto che chiunque abbia delle attività in quest’area lamenta una quotidiana necessità di rivolgersi alle forze dell’ordine. Ѐ Di qualche giorno fa il caso di una rissa tra spacciatori conclusasi con uno di loro nascosto nell’hotel Vedea di Miramare e un altro che inseguendolo gli ha lanciato una bottiglia di vetro, davanti a turisti spaventati. "Una questione di tutela della sicurezza, del decoro pubblico e del turismo" afferma Roberto Urbinati, presidente del neonato comitato Rimini sud. A complicare il quadro è la natura dei crimini: "si tratta più di piccoli fatterelli, ma che contribuiscono a una mancanza di serenità" dice Vainer Nanni, bagnino della zona 128,

chiarendo il motivo per cui, una volta portati in caserma, è facile rivedere in giro i soggetti criminali poche ore dopo l’arresto.

La situazione è grave, ma i cittadini si sono mossi per attuare delle soluzioni. Tra Miramare e

Rivazzurra esistono due comitati e una Pro loco, con l’intento di portare all’attenzione delle istituzioni l’emergenza della periferia. In particolare, il comitato turistico di Miramare che da quarant’anni riunisce bagnini e ristoratori della spiaggia, contribuisce chiamando le forze dell’ordine, spiegando a più persone quello che succede, per trovare una soluzione", spiega il presidente Gianluca Metalli.

Il già citato comitato Rimini sud, invece, è impegnato in attività a più stretto contatto con le istituzioni e ha delle proposte concrete. Come spiega Urbinati, un importante nodo del problema è rappresentato dalle strutture ricettive abbandonate o quelle fuori mercato, ormai alloggio preferenziale di prostitute, spacciatori o senzatetto. "Il Comune deve dotarsi al più presto di un Pug (Piano urbanistico generale), in modo tale da poter spostare le cubature immobiliari di questi immobili e cambiarne la destinazione d’uso. Così facendo potremmo abbatterli, oppure trasformarli in appartamenti, di cui c’è un forte bisogno".

Sia Metalli che Urbinati sono d’accordo sulla necessità di una sorveglianza più stretta: "c’è bisogno di pattuglie che quotidianamente girino a piedi per le strade facendo da deterrente". E riguardo alle telecamere appena installate Urbinati sostiene che "non c’è nessuna preclusione da parte nostra, basta che siano usate e che qualcuno le guardi".

Per il 26 giugno è previsto un incontro con l’amministrazione comunale, al quale il comitato Rimini sud non si presenterà: "Hanno concesso un’ora per ascoltare 10 comitati diversi – spiega Urbinati – l’emergenza è troppo grande e non ci sarebbe il tempo per parlare di niente. Aspettiamo un’occasione in cui ci sia più spazio".

Valentina Ricci