Michele Nardella, il medico del 118 di Pesaro accorso sul posto con l’ambulanza

San Marino 23 ottobre 2018 - Ferita in un incidente con la moto a due passi dal confine con San Marino. Ma l’ospedale, avendo saputo che quella ragazza di 17 anni non è cittadina sammarinese, non le permette in recarsi nel Pronto soccorso per le cure. A denunciare il fatto Michele Nardella, medico del 118 di Pesaro accorso sul posto con l’ambulanza. 

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L’incidente è avvenuto a Montelicciano, frazione di Monte Grimano in provincia di Pesaro-Urbino, al confine con la Repubblica di San Marino. La giovane, che era sulla moto guidata dal padre, si era fatta male alle gambe e i sanitari volevano portarla nel Pronto soccorso più vicino: quello, appunto, del Titano. Ma dopo il rifiuto all’accoglienza della giovane da parte di San Marino hanno dovuto portarla in quello di Urbino, distante 25 chilometri, attraverso una strada decisamente tortuosa. Il dottor Nardella ha parlato, senza mezzi termini, «di un comportamento indegno: siamo di fronte all’apartheid sanitario». 

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Il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, ha rincarato la dose: «Sono sbalordito da quanto accaduto e intendo andare fino in fondo. Non è possibile che si rifiutino le cure a chi ha avuto un incidente stradale del quale ancora non erano ben chiare le conseguenze. Sono doppiamente sorpreso, perché le Marche hanno rinnovato nel 2016 con la Repubblica di San Marino un accordo di collaborazione». L’autorità sanitaria sammarinese ha cercato di spiegare le ragioni del rifiuto. «Eravamo in presenza di un codice giallo e non rosso – osserva Andrea Gualtieri, direttore generale dell’Istituto di sicurezza sociale di San Marino –. Se vi fosse stato anche solo il sospetto del pericolo di vita, la giovane sarebbe stata subito ricoverata. Ma non era così». Gualtieri ha ripercorso la genesi di quello che sta diventando un caso nazionale.

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«La centrale operativa del 118 di San Marino, informata dalla centrale interforze (la polizia, ndr) di un incidente nei pressi del confine di Montelicciano, ha subito contattato la centrale operativa di Pesaro per sapere se fosse a conoscenza dell’incidente – speiga –. È stato risposto che era già in atto un loro intervento di soccorso. In una successiva comunicazione tra le due centrali, c’è stata la richiesta di trasporto della paziente a San Marino. Il nostro 118 di San Marino, avendo appreso che non si trattava di un codice rosso e che non era una paziente sammarinese, ha detto all’ambulanza di portarla in un altro ospedale». Il direttore ha sottolineato che – se non si tratta di pericolo di vita – gli stranieri non vengono accolti, a meno che non si sentano male o abbiamo un incidente sul territorio sammarinese o, ancora, esista un accordo di scambio delle prestazioni sanitarie. Accordo in vigore, rimarcano dal Titano, solo con Emilia-Romagna e con una parte delle Marche, precisa Gualtieri, quella del Montefeltro: «Dai Comuni di questa zona, lo scorso anno, abbiamo effettuato ricoveri e prestazioni per circa 45mila euro». E per il resto d’Italia? Viene chiesta una precisazione al direttore: «Nel caso di prestazioni in urgenza il conto viene inviato al ministero della Salute italiano».