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10 apr 2022

"Amo la Romagna, terra di cultura"

Michele Placido martedì a San Marino: sarà protagonista in ‘Morte di un commesso viaggiatore’

Con Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller, uno dei personaggi più noti della letteratura americana, martedì alle 21 al Teatro Nuovo di Dogana si chiude la stagione teatrale di San Marino Teatro. Sul palco lo straordinario Michele Placido, affiancato da Alvia Reale. Lo spettacolo per la regia di Leo Muscato è la storia di Willy Loman, un piccolo uomo, e del suo sogno più grande di lui. Magistrale l’interpretazione di Placido.

Come si presenta lo spettacolo?

"È un testo social-politico scritto nel 1949 da Miller, nato da famiglia ebrea nel periodo della grande crisi economica americana che, nel famoso martedì nero, porterà gli americani a trovarsi soli, senza sussistenza, con la piccola e media borghesia in fila per avere una zuppa calda. Miller soffrì molto questo periodo. Alla sconfitta del nazismo segue il boom, un’euforia dei mercati e si scopre il vantaggio dei beni di consumo. Sul piano sociale è un fallimento, perché i ricchi diventano più ricchi e i poveri non riescono a star dietro al consumo e alle cambiali. Con la corsa al consumismo, quasi sfrenato, i figli di Willy Loman non riescono a essere all’altezza della situazione, vanno per conto loro, il padre è messo da parte dalla società per la quale lavora come commesso viaggiatore e non ha più ordinazioni, la famiglia va in crisi".

Nello spettacolo ha preso il posto di Alessandro Haber?

"L’ho sostituito, perché ha avuto un infortunio, lo stesso Haber fraternamente mi ha chiesto di sostituirlo e io l’ho fatto con piacere, anche perché la compagnia sarebbe andata al lastrico, siamo andati avanti, questa è la venticinquesima replica".

Cos’ha in cantiere?

"In teatro il prossimo anno riprenderò La Bottega del caffè. Al cinema tra ottobre e novembre usciremo con L’ombra di Caravaggio, film che ho pure diretto e che vede protagonista Riccardo Scamarcio".

Ha una meravigliosa carriera, cos’altro vorrebbe fare?

"Purtroppo il nostro tempo è limitato, oltre agli spettacoli e al cinema si vorrebbero fare tante cose, far cucina come cultura, o occuparmi di un caffè biblioteca come si usa in Francia, apprendere altre lingue e dedicarmi ai figli".

Cosa le ricorda la riviera romagnola?

"L’infanzia, l’adolescenza, ma soprattutto, quando ho potuto permettermelo con i primi guadagni, l’aver portato qui mia madre. Era molto sorpresa dall’organizzazione romagnola. Ho avuto e ho tuttora un rapporto importante con la Romagna, soprattutto sul piano culturale, vengo spesso nei teatri e per gli eventi culturali".

Nives Concolino

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