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24 lug 2021
24 lug 2021

Bagnino si ferisce sul moscone "Non abbiamo i mezzi adatti"

24 lug 2021
Il portavoce. Stefano Simoni
Il portavoce. Stefano Simoni
Il portavoce. Stefano Simoni
Il portavoce. Stefano Simoni
Il portavoce. Stefano Simoni
Il portavoce. Stefano Simoni

Perde il remo del suo moscone causa condizioni proibitive del mare e scivola di peso sullo ’scalmo’ a forca rimasto vuoto, ferendosi gravemente, perdendo molto sangue, con una sospetta perforazione polmonare. Vittima del grave infortunio Ulisse Masini, "marinaio di salvataggio esperto", spiega Stefano Simoni, portavoce dell’associazione degli ’uomini rossi’. Giovedì mattina Masini monitorava il suo tratto a Miramare, davanti al Talassoterapico, si è ferito gravemente, ed è stato ricoverato in ospedale. Simoni segnala che molti bagnanti ignorano spesso la bandiera rossa e il divieto di fare il bagno, rivolto loro dagli stessi marinai di salvataggio. "Mettendo in pericolo loro stessi e questi ultimi – continua Simoni –. Chi sceglie questa professione accetta in maniera più o meno consapevole di svgere un lavoro ad alto tasso di pericolosità, oltretutto con un natante a remi non omologato per affrontare condizioni di mare superiori Forza 3 (ovvero con onde superiori a 125 centimetri), accollandosi responsabilità enormi, senza per contro poter godere di alcuna autorità giuridica". "Per certo un servizio omogeneo – chiosa Simoni – tutelato e gestito direttamente da un ente pubblico (ad esempio Comune o Regione) è nelle condizioni di eludere i tanti ostacoli posti dall’attuale gestione privata espletata direttamente dagli stabilimenti balneari, i quali considerano da sempre il servizio di salvataggio come un mero costo da abbattere, con scarsa considerazione".

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