Bambini all'asilo, foto generica (Ravaglia)
Bambini all'asilo, foto generica (Ravaglia)

Rimini, 2 dicembre 2018 - Alcune mamme l’hanno ribattezzato «l’asilo dei no vax». In realtà non è proprio un asilo, ma un centro per l’infanzia frequentato da bambini dai 3 ai 6 anni, dove si fanno camminate, laboratori e tante attività all’aria aperta. Resta il fatto che buona parte dei piccoli iscritti alla struttura, aperta a settembre in un ristorante della Valmarecchia, non è effettivamente vaccinata.

Da mesi si rincorrono segnalazioni e voci sulla struttura. Tanto che il consigliere regionale del Pd Giorgio Pruccoli ha deciso di andare fino in fondo. «Dalle notizie che mi sono arrivate, diverse famiglie contrarie ai vaccini hanno deciso di iscrivere i loro figli in questo centro per l’infanzia. Ho più di un motivo per pensare che alcuni genitori abbiano mandato lì i figli volutamente, proprio per aggirare l’obbligo vaccinale». Va ricordato come, per la fascia dai 3 ai 6 anni, il governo abbia prorogato il periodo in cui basta l’autocertificazione. La nuova scadenza è stata fissata per marzo 2019. «Resta il fatto – continua Pruccoli – che in quella struttura vi sia una concentrazione di bimbi non vaccinati che lascia spazio a più di un dubbio... Per questo ho avviato alcune verifiche, per capire se il centro sia effettivamente in regola o meno». Sono state fatte anche segnalazioni alle autorità competenti. Perché il centro funziona come un vero e proprio asilo. I bambini lo frequentano dal lunedì al venerdì (solo al mattino), ed è richiesta alle famiglie una retta mensile come contributo per le spese.

Il centro è stata realizzato da un’associazione che da anni organizza anche centri estivi. «Il nostro è un progetto di educazione alla natura, è molto diverso – spiegano i gestori – Non siamo una scuola per l’infanzia, pertanto riteniamo di non dover rispondere ai requisiti richiesti negli asili, compreso l’obbligo vaccinale. Tant’è che abbiamo accolto tutti: i bambini vaccinati e quelli che non lo sono. Non ci siamo nemmeno posti il problema di chi era in regola con l’obbligo vaccinale». I gestori però ammettono come «parecchie famiglie con figli non vaccinati si siano rivolte a noi, anche solo per avere informazioni e capire come funziona la struttura. Poi alcune di loro hanno deciso di mandare i bimbi nelle scuole tradizionali, altre li hanno portati da noi». Attualmente il centro è frequentato da 8 piccoli, e sono diversi quelli non vaccinati. «Non vogliamo entrare nel merito del dibattito sui vaccini – concludono i gestori della struttura – Tant’è che a nessuna famiglia abbiamo chiesto di vedere il certificato vaccinale: li abbiamo accolti tutti».