La droga sequestrata nell’appartamento del bancario
La droga sequestrata nell’appartamento del bancario

Rimini, 12 settembre 2019 - Di solito maneggia soldi, ma l’altra sera l’hanno trovato con le ‘mani’ nella cocaina. In manette, con l’accusa di spaccio di droga, è finito un bancario, di 47 anni, arrestato dai carabinieri della Stazione di Bellaria, guidata dal luogotenente Antonio Amato, con oltre 40 grammi di coca. L’uomo ha invocato l’uso personale, ma il giudice non gli ha creduto e l’ha condannato a 2 anni e 9 mesi di carcere con il beneficio della pena sospesa.

E' l'altra sera nel corso di un controllo che la pattuglia di militari dà l’alt all’auto. Non sono proprio controlli di routine, i carabinieri si sono infatti piazzati in una zona più volte segnalata per traffici di droga, e quella sera stanno facendo le pulci a chi va e viene, sicuri che prima o poi troveranno quello che cercano. Il conducente della macchina non sembra fare al caso loro, ha l’aspetto di un signore distinto e ineccepibile, ma è anche vero che l’apparenza inganna. E la conferma arriva quando guarda in faccia le divise, le quali capiscono che c’è qualcosa che non va. E’ sbiancato e le mani gli tremano: sicuramente ha qualcosa da nascondere.

L’agitazione dell’uomo aumenta quando i militari gli chiedono di esibire i documenti. Dal terminale risulta immacolato come un bambino, nessun precedente penale, ma l’agitazione è troppa per non nascondere qualche magagna. Così gli chiedono a bruciapelo se ha ‘qualcosa’ e quello risponde a monosillabi che sì, ha uno spinello in tasca. Lo tira fuori e lo consegna ai carabinieri quasi tirando un sospiro di sollievo, convinto che se la caverà con una ramanzina. Ma non funziona così, e se ne accorge subito dopo.

Anche se si tratta ‘solo’ di uno spinello, scatta la perquisizione della macchina. I carabinieri la ribaltano come un calzino, mentre il conducente, che hanno appurato essere un impiegato di banca, comincia a sudare freddo. La ragione sta nel cassettino sotto il sedile del passeggero, da cui salta fuori una ‘pallina’. Si tratta di cocaina e fanno in tutto dieci grammi. L’uomo adesso sta tremando come una foglia, capisce di essere nei guai fino al collo, e quando i militari gli annunciano che la prossima tappa sarà il suo appartamento, crolla del tutto. Sa perfettamente che cercheranno dappertutto e anche loro lo invitano a collaborare. Se c’è altra droga sicuramente la troveranno, e tanto vale ammettere la verità. Lui ormai è uno straccio, e confessa che nascosta in casa c’è dell’altra cocaina.

Non dice quanta, e indica una borsa buttata in camera da letto. All’interno c’è un contenitore termico e dentro ci sono altre tre ‘palline’: 35 grammi di coca. Non solo, nel corso della perquisizione gli trovano anche due bilancini e alcune bustine, di quelle che vengono utilizzate per il confenzionamento della droga da spacciare. Il bancario, difeso dall’avvocato Mauro Crociati, giura che quella coca è solo per uso personale, essendo lui un assuntore abituale. Ed è quello che ha ripetuto anche ieri mattina davanti al giudice, anche se bilancini e bustini farebbero pensare ad altro. E arriva la condanna: 2 anni e nove mesi, oltre a 12mila euro di multa, pena sospesa e immediata scarcerazione.