Banche, i dipendenti non mollano. In sciopero da oltre dieci giorni

Riuniti in assemblea hanno deciso di proseguire la mobilitazione per il rinnovo del contratto

Banche, i dipendenti non mollano. In sciopero da oltre dieci giorni

Banche, i dipendenti non mollano. In sciopero da oltre dieci giorni

Non hanno nessuna intenzione di indietreggiare di un millimetro. Prosegue lo sciopero dei dipendenti delle banche di San Marino, in mobilitazione dal 9 febbraio scorso per ottenere il rinnovo del contratto, scaduto da oltre 13 anni. Hanno manifestato in Piazza della Libertà e nei Castelli, e ieri, nuovamente riuniti in assemblea, hanno deciso di proseguire. Tutto questo dopo quanto pronunciato dell’associazione bancaria sammarinese che, sugli aumenti richiesti, parlava di cifre non sostenibili per i bilanci bancari. "Ristabiliamo la verità dei fatti – dicono in coro Le Federazioni Servizi di Csdl, Cdls e Usl, insieme alle rappresentanze sindacali aziendali dei quadri, impiegati ed ausiliari di Bac, Bsm e Carisp – Il dato reso pubblico da Abs parte dallo stipendio medio lordo bancario comprensivo anche delle retribuzioni di funzionari e dirigenti che da soli assorbono il 20% del costo totale del personale. Anche i dati sul costo complessivo del contratto che Abs ha dato in pasto all’opinione pubblica sono ben diversi dalla realtà. Dal primo giorno di gennaio 2027 l’aumento tabellare del costo annuo del personale del settore bancario, limitatamente ai quadri, impiegati ed ausiliari ed in base alle richieste ancora da negoziare, ammonterà ad un massimo di 3,5 milioni di euro. Praticamente una media di circa 900.000 euro per istituto di credito, costo pienamente sostenibile dai bilanci bancari. E non certamente 8,3 milioni di euro come comunicato da Abs".

Secondo i sindacati "l’opinione pubblica deve sapere che le legittime richieste dei lavoratori, come in tutte le trattative, non si trasformano mai automaticamente in risultati contrattuali: anzi, come si è visto in molti contratti, spesso il risultato è ben più contenuto delle richieste e comporta, in molti casi, anche alcuni sacrifici".

"E’ inaccettabile l’affermazione di Abs che tenta di far passare il teorema che collega le richieste di adeguamento degli stipendi dei dipendenti bancari – tuonano – a problemi di bilancio delle banche, alla mortificazione degli investimenti, creando un freno allo sviluppo dell’economia sammarinese. Abs sa molto bene, ma omette di dirlo, che a togliere ossigeno agli investimenti e a rallentare la crescita economica del Paese è ben altro, soprattutto a iniziare dalla valanga di Npl accumulati negli ultimi vent’anni, senza dimenticare i milioni di euro spesi in parcelle, consulenze e stipendi esorbitanti ai dirigenti che si sono susseguiti negli anni, finendo con la mancata ricapitalizzazione delle banche da parte delle proprietà".