Banche, il governo scende in campo. I dipendenti fermano lo sciopero

Gli istituti di credito tornano alla normale operatività: "Non ci pieghiamo, ma rispettiamo i nostri clienti"

Banche, il governo scende in campo. I dipendenti fermano lo sciopero

Banche, il governo scende in campo. I dipendenti fermano lo sciopero

È un richiamo alla responsabilità quello che arriva dal governo. Che scende in campo nella partita per il rinnovo del contratto dei dipendenti delle banche sammarinesi, scaduto da ormai 14 anni. Un appello al quale hanno risposto gli stessi dipendenti che nel tardo pomeriggio hanno sospeso lo sciopero iniziato ormai quasi dieci giorni fa. "La decisione che hanno assunto i dipendenti bancari è motivata esclusivamente – sottolineano le Federazioni Servizi di Csdl, Cdls e Usl, insieme alle rappresentanze sindacali aziendali dei quadri, impiegati e ausiliari di Bac, Bsm e Carisp – dalla necessità di limitare le problematiche che lo sciopero ha provocato alla cittadinanza, alle famiglie, alle persone anziane e più in generale all’economia del Paese. Peccato che la stessa sensibilità e attenzione, dopo otto giorni di sciopero, non sia emersa dalle direzioni delle banche e dall’Abs, forse più preoccupate a mantenere la propria intransigenza e chiusura nei confronti di una costruttiva e condivisa trattativa. I dipendenti hanno comunque ribadito in modo forte e chiaro che non sono disponibili, né ora né in futuro, a piegarsi ad alcun tipo di pressione da parte di nessuno". Una decisione, quella di sospendere lo sciopero, presa prima della presa di posizione del governo che ieri ha convocato tutte le parti in causa a Palazzo Begni "chiedendo una rapida risoluzione delle problematiche".

Una trattativa, quella del rinnovo del contratto "che non prevede – spiegano i segretari di Stato alle Finanze e al Lavoro, Marco Gatti e Teodoro Lonfernini – un diretto coinvolgimento del governo (così come per tutti i contratti di lavoro tranne che per quelli dei dipendenti della Pubblica amministrazione, ndr) ma che, considerati i disagi venutisi a creare per cittadini e imprese e, soprattutto, dopo che un’attenta analisi evidenzia troppa distanza fra le richieste dei dipendenti e le proposte delle associazioni che rappresentano gli istituti bancari". "Il Paese sta guardando quanto accade e si aspetta una rapida soluzione – hanno ribadito i Segretari – Contratti impegnativi sono già stati risolti nella legislatura corrente, non crediamo che non si riesca a completare l’iter per quanto riguarda il settore bancario, è evidente che qualcosa non ha funzionato come avrebbe dovuto. L’interruzione di un servizio essenziale crea danni all’economia e disagi ai cittadini che nelle banche hanno i loro soldi. In situazioni come queste la responsabilità di tutte le parti in causa deve essere dimostrata".