Un’immagine immortalata dalle telecamere montate nel negozio del barbiere
Un’immagine immortalata dalle telecamere montate nel negozio del barbiere

Novafeltria (Rimini), 14 febbraio 2020 - La ’neve ’ non cade più a Novafeltria. Almeno con cade più quella stupefacente, quella che circolava anche nei locali dell’alta Valmarecchia. L’operazione ‘Siviglia 2017’, l’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Davide Ercolani, aveva provocato un autentico terremoto nel gennaio di un anno fa con arresti eccellenti per lo spaccio di cocaina e in manette erano finiti, tra gli altri, il barbiere di Novafeltria, Giorgio Angeli, 62 anni, il notissimo ristoratore Danilo Pavani, l’ex gestore di un bar-sala giochi, Fabio Squadrani, l’ex macellaio Francesco Giannini.

E ieri mattina, davanti al giudice per le udienze preliminari, Manuel Bianchi, si è già conclusa una prima tranche di quell’inchiesta con il pezzo da novanta Angeli che ha scelto di patteggiare. Proprio Il barbiere Angeli (difeso dagli avvocati Nicoletta Galliani e Tommaso Borghesi), l’uomo intorno al quale ruotavano tutte le indagini, ha patteggiato a quattro anni e undici mesi oltre a 12 mila euro di multa. Ad Angeli è stata anche disposta la confisca dei conti attivi, la sua sfavillante Porsche Cayenne e un’Opel Mokka (che era già stata affidata in custodia giudiziale ai carabinieri e da loro in uso).

Il giudice Bianchi ha anche disposto il sequestro conservativo del garage e di un terreno di proprietà del barbiere. E proprio dai sospetti che il lussuoso tenore di vita di Angeli aveva generato tra i residenti di Novafeltria, erano partite le indagini condotte dai carabinieri, guidati dall’allora capitano Silvia Guerrini. La gente del posto da tempo mormorava sull’incredibile via vai che c’era in quella barberia.

C’era la fila fuori da quel negozio per farsi fare la barba o un taglio dei capelli. E lui, il barbiere, faceva una vita da vero signore con Porsche, cavalli, non si faceva mancare nulla. Un tenore troppo elevato per chi avrebbe dovuto gestire solo un negozio da barbiere a Novafeltria. La realtà era, infatti, ben diversa. Così i carabinieri avevano deciso di vederci chiaro soprattutto dopo alcuni arresti fatti a Perticara che avevano confermato che il negozio gestito da Angeli era, in realtà, una ’piazza’ di spaccio con clienti di ogni tipo, dalla madre con un bimbo piccolo al piccolo professionista, tutti con il vizietto della ’neve’. Infatti i militari dell’Arma avevano piazzato telecamere e cimici che avevano confermato come la barberia fosse un’autentica centrale, ma anche come il ’panorama’ della spaccio fosse molto più ampio con insospettabili esercenti, non solo consumatori, ma anche diventati spacciatori, chi occasionalmente, chi, invece, in modo sistematico.

E ieri mattina, sempre davanti al giudice Bianchi, è stato condannato con rito abbreviato l’ex gestore della sala giochi Squadrani (difeso dall’avvocato Bianca Barbieri) a 3 anni e due mesi e 20mila euro di multa: il pm Ercolani aveva chiesto per lui 3 anni e 4 mesi.
In una prossima udienza ad hoc verrà, invece, discussa la posizione del ristoratore Pavani e degli altri imputati. Sembra che Pavani abbia già concordato un patteggiamento a un anno e dieci mesi.