Una barista serve un cappuccino (foto d'archivio)
Una barista serve un cappuccino (foto d'archivio)

Rimini, 19 marzo 2019 - Di professione faceva la barista, in un locale al confine tra Rimini e Bellaria. In realtà la bella trentasettenne, di origine albanese, ma da tempo trapiantata nel nostro paese, aveva anche un’altra occupazione: faceva la basista per una banda di connazionali, specializzati nella razzia degli appartamenti. Un lavoro sicuramente più remunerativo di quello giornaliero, ma che le è costata, davanti al gup, Vinicio Cantarini, una condanna a un anno ed una multa di 300 euro.

L’accusa a suo carico era di furto aggravato e continuato in concorso. La vicenda nasce a fine maggio dell’anno scorso. La donna lavora come barista in un locale molto frequentato tra Rimini e Bellaria. I clienti che ogni giorno si alternano al bancone, anche solo per prendere un caffè, sono tantissimi. La trentasettenne con qualcuno entra in confidenza, per molti dei suoi avventori, quelli dai capelli bianchi e senza parenti nelle vicinanze, diventa anche ‘una di famiglia’.

Lei così inizia a conoscere anche le abitudini e le possibilità economiche di quegli anziani che entrano nel bar dove lavora. E queste sue ‘conoscenze’ , alla fine, le risultano redditizie. Tra i suoi amici e connazionali, qualcuno è specializzato in furti in appartamento. Così ai primi di giugno di un anno fa, è proprio la barista a portare i complici davanti all’abitazione di ben due vittime, un 78enne e una settantenne di Bellaria. All’anziano riescono a portare via solo un televisore di ultima generazione, molto probabilmente disturbati dall’arivo di qualcuno.

Nella casa della settantenne, invece, il bottino è molto più consistente: i ladri, sempre accompagnati dalla barista-basista, arraffano numerosi gioielli, medaglioni in oro giallo, bracciali con rubini, orecchini, orologi per un valore che supera i diecimila euro. I due anziani sporgono denuncia ai carabinieri che riescono subito ad arrivare alla banda di ladri. E pochi giorni fa è arrivata la condanna per la barista.