Serviva caffè e cocaina
Serviva caffè e cocaina

Rimini, 17 giugno 2019 - Al circolo Arci di Santa Maria del Monte, frazione di Saludecio, per ‘bere’ quel particolare caffè arrivavano da ogni parte. Un via di clienti di ogni genere, dal ventenne al cinquantenne in cerca di emozioni forti. Già, perché il caffè che la quarantottenne barista G.T. di Saludecio serviva era del tutto particolare, davvero stupefacente. Il circolo Arci era, in realtà, diventato il luogo perfetto dove smerciare dosi di cocaina e di hashish. Sono stati i carabinieri della stazione di Saludecio, guidati dal maresciallo Sergio Conforti, a scoprire che qualcosa di strano stava accadendo in quel locale, un circolo riservato ai soci.

Troppi volti nuovi e troppi volti conosciuti nell’ambito dello spaccio avevano iniziato a frequentare quel locale. Per settimane e settimane i militari dell’Arma hanno tenuto d’occhio i movimenti della barista e soprattutto il suo telefonino. Per non farsi scoprire i suoi clienti usavano, via Whatsapp, parole in codice per assicurarsi la dose, o di coca o di hashish. «Ci sei oggi? Posso passare da te per un caffè corretto?», ma soprattutto «Ho un gran bisogno di zucchero per tirarmi su. Posso venire da te?» erano le frasi lasciapassare per assicurarsi la droga.

Per una dose di cocaina, roba da 0,30 grammi, gli acquirenti spendevano circa 50 euro. E lei, la barista, era sempre disponibile a rifornire i suoi clienti. Anzi, negli ultimi tempi il giro di estimatori del suo caffè stupefacente si era addirittura ampliato grazie al passaparola tra gli amici degli amici. Un’attività che stava diventando sempre più redditizia per la donna che, in realtà, viveva proprio grazie alle entrate frutto dello spaccio. Così l’altro giorno i carabinieri del maresciallo Conforti sono andati a fare una perquisizione e alla donna sono stati sequestrati 47 grammi di hashish e uno di cocaina, già preparati in dose.

«Sono per uso personale», si è giustificata la barista con i carabinieri. A tradirla però c’erano i riscontri dei tabulati telefonici con tanto di richieste, da parte sua, di saldare i debiti a clienti non in regola con il pagamento dei ‘caffè corretti’. La donna è stata arrestata con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini dello spaccio.