Rimini, 28 luglio 2018 - Falicità, un bicchiere di vino con un panino... Ma Al Bano e Romina non hanno avuto nemmeno quello. Sono stati costretti a pagarsi da soli l’hotel, per loro e per i musicisti, così come il viaggio che li ha portati a Rimini, dove si dovevano esibire giovedì sera sul palco del Beat Village. «Mai accaduta una cosa simile in oltre 50 anni di carriera, siamo caduti in una trappola», ripeteva la coppia d’oro della canzone italiana durante la conferenza stampa improvvisata l’altra sera al Grand Hotel, mentre spiegava la sofferta decisione di non salire sul palco. «Noi avremmo fatto il concerto anche gratis, per rispetto dei nostri fan, ma abbiamo scoperto che gli organizzatori del Beat Villagenon solo non avevano pagato noi, ma nemmeno gli operai che avevano montato il palco, le luci, gli impianti».

Il rifiuto di Al Bano e Romina di esibirsi poco prima del concerto, ha affondato definitivamente il Beat Village. E pensare che il maxi villaggio degli eventi alla darsena di Rimini era stato annunciato dalla Dock production, la società che ne ha organizzato serate e concerti, come ‘la grande novità dell’estate in Riviera’. Alla conferenza stampa di presentazione, a giugno, intervennero pure Renzo Arbore e la Pfm (in collegamento video), per dare la loro benedizione al Beat Village.

Che era partito bene, con il doppio concerto dei Nomadi, quello di Roberto Vecchioni. Poi però sono iniziati i guai. Di spettacoli ne sono stati fatti pochi altri, fra cui quello della Pfm, prima che il villaggio chiudesse i battenti giovedì. Nel mezzo, una marea di disdette. Il primo ad aprire le danze è stato, l’11 luglio, Massimo Ranieri: con un comunicato lapidario annunciava che il suo spettacolo a Rimini era annullato «per gravi inadempienze contrattuali». Il cantautore partenopeo si sarebbe dovuto esibire il 16 agosto. Da lì poi è stato un disastro. Hanno annullato, in serie: i Procol Harum (erano previsti il 21 luglio), l’ex cantante degli Spandau Ballet Tony Hadley (atteso il 28 luglio), Ray Wilson dei Genesis (il 21 agosto). E tutti per lo stesso motivo: «Gravi inadempienze contrattuali». Il manager dei Procol Harum Chris Cooke ha spiegato sul sito della storica band che «non eravamo nemmeno sicuri di avere l’albergo pagato».

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Poi negli ultimi giorni la situazione è precipitata. Lo stesso Renzo Arbore è stato costretto ad annullare il concerto con l’Orchestra italiana (previsto il 2 agosto). Stessa decisione per Vinicio Capossela e Beppe Grillo. E si arriva così a giovedì, quando Al Bano e Romina decidono di non cantare, mentre alla darsena una folla inferocita di fan urla «vergogna» agli organizzatori.

Al Bano ha assicurato ai suoi fedelissimi che recupererà il concerto saltato a Rimini. «Lo faremo il 9 o 10 agosto». Un gruppo di imprenditori riminesi è già al lavoro per allestire il ‘concerto riparatore’. Magari permettendo, a chi aveva acquistato il biglietto per giovedì, di vedere lo spettacolo gratis o un prezzo agevolato.

Ora però per i fan di Al Bano e Romina, e per tutti quelli che avevano comprato i ticket per gli altri concerti annullati, la priorità è ottenere il rimborso. Sono almeno 2mila i biglietti presi in prevendita per gli eventi cancellati al Beat Village. Per Al Bano e Romina c’è chi ha speso fino a 90 euro a testa. I biglietti sono stati venduti soprattutto sui circuiti Ticketone e LiveTicket, subissati in queste ore di richieste e informazioni. «Siamo già partiti coni i rimborsi – assicura Stefano Cherchi, il titolare di LiveTicket – ma è indispensabile che l’organizzatore Dock production fornisca la disponibilità economica». Dal canto suo, Dock production assicura che «tutti verranno rimborsati».

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La società nel frattempo ha accumulato debiti con la proprietà della darsena per l’affitto degli spazi (c’è un contenzioso in atto), con vari fornitori e anche con il Comune di Rimini, a cui deve 15mila euro per l’impiego dei vigili per la sicurezza. Il Comune aveva dato il patrocinio gratuito alla manifestazione «ma prima di farlo – ricorda l’assessore Jamil Sadegholvaad – avevamo preteso di vedere i contratti firmati con gli artisti. Sembrava tutto in regola».

La società del Beat Villagese la dovrà vedere anche con gli avvocati di Al Bano, deciso a querelare la Dock che invece incolpa lui. E le agenzie di alcuni artisti hanno già presentato esposti alle forze dell’ordine, perché la società ha continuato a vendere i biglietti per certi concerti anche dopo che erano stati annullati ufficialmente dagli artisti stessi.