"Un primo giorno dell’anno scolastico strano, senza poterci abbracciare tra noi, tutti inchiodati alle sedie ricreazione compresa, per andare in bagno devi mettere la mascherina e il prof segna il minuto di uscita e di rientro, non puoi accendere l’aria condizionata e il bar è chiuso. Più che a scuola, sembra di stare in prigione". E’ il commento di un gruppo di studenti del Liceo scientifico e artistico Serpieri, al Polo scolastico di Viserba. "In classe siamo 19, eravamo tutti...

"Un primo giorno dell’anno scolastico strano, senza poterci abbracciare tra noi, tutti inchiodati alle sedie ricreazione compresa, per andare in bagno devi mettere la mascherina e il prof segna il minuto di uscita e di rientro, non puoi accendere l’aria condizionata e il bar è chiuso. Più che a scuola, sembra di stare in prigione". E’ il commento di un gruppo di studenti del Liceo scientifico e artistico Serpieri, al Polo scolastico di Viserba. "In classe siamo 19, eravamo tutti presenti, tutti distanziati – attacca Sandra Nikolli, quinta R –. Invece di parlare dell’esame di maturità che ci aspetta, abbiamo fatto lezione sul Covid". "Tre ore, tra italiano e laboratorio – fa eco la compagna di classe Martina Arlotti –. Tante limitazioni: non ti puoi prestare gomme, matite e penne, ciascuno col suo materiale. Se vai al bagno obbligo di mascherina, e va annotato l’orario di uscita e ritorno in classe". "Per ogni verifica è previsto un mese di tempo – continua Manuela Roggio –. Consegni i fogli al prof, che li deve conservare in uno scatolone per 15 giorni, in caso di presenze virali. Poi li esamina. E li rimette nello scatolone per altri 15 giorni. E’ abbastanza triste. Tornare a scuola dovrebbe essere più bello". "L’aria condizionata c’è ma non si può accendere – dice Mattia Garetti, quinta B –. Stare bloccati a sedere è pesante. Nell’ultima ora siamo andati in giardino". "Ma neanche lì si può fumare – fa eco Francesco Falcone – mentre in aula ogni tanto vanno aperte porte e finestre per cambiare aria. Ora va bene, d’inverno non so. L’impressione è un po’ quella del carcere. E comunque all’interno della scuola ci sono tante misure restrittive, invece fuori con i compagni di classe che sono anche amici ci vediamo al pomeriggio senza problemi". "A noi non va giù che si rischi il 5 in condotta, che fa media nell’anno della maturità, al secondo richiamo se non hai la mascherina – dice un gruppo di ragazzi –. Niente macchinette di caffè, merendine e bibite; bar sospeso". "Oggi non erano presenti tutte le classi – aggiungono – e hanno misurato la febbre a tutti. Poi a campione". "Noi docenti c’eravamo tutti, anche quelli nominati last second – dice Giandomenico Scardovi –, all’interno distanze rispettate dai ragazzi; fuori forse un po’ meno". "Dobbiamo abituarci, ai ragazzi ho detto: voi controllate me, io controllo voi’", chiosa la docente del laboratorio di progettazione Sandra Bovicelli.

Mario Gradara