Spaccio (immagine di repertorio)
Spaccio (immagine di repertorio)

Rimini, 4 aprile 2017 - Quando i carabinieri della Compagnia di Rimini hanno fermato lo spacciatore del 12enne, hanno scoperto che era anche il bidello della scuola frequentata dal ragazzino. Un 25enne campano, trapiantato a Rimini per lavorare in un istituto della provincia. Ieri mattina il gip, così come chiesto dal pubblico ministero, ha convalidato l’arresto e disposto l’obbligo di dimora nel paese di residenza, con il divieto di uscire durante le ore serali. In carcere è finito anche un riminese, Antonio Borrelli, 25 anni, fornitore del bidello e trovato con oltre 700 grammi di hashish.

Le manette scattano venerdì scorso, nel pomeriggio. Gli investigatori del Nucleo operativo sono già sulle tracce del 25enne. Quel giorno lo tengono d’occhio e lo seguono fino in viale Vespucci. Ha l’aria di avere un appuntamento, sicuramente con un cliente. Ma quando vedono il ‘cliente’ in questione, rimangono a bocca aperta, è un ragazzino che, si è scoperto poi, ha solo 12 anni. I militari vedono i due che si parlano e questo che allunga dei soldi all’altro, per poi avviarsi verso la spiaggia. Il bidello invece si dirige verso un condominio lì vicino. Scende di lì a poco e va dritto verso la spiaggia, dove lo sta aspettando il ragazzino. Gli passa la bustina: dentro ci sono circa 4 grammi di hashish. I due prendono quindi direzioni diverse, ma entrambi vengono fermati di lì a qualche minuto. E ai polsi del bidello scattano le manette. La ‘tappa’ successiva dei mlitari è l’appartamento del ‘grossista’, e anche qui le divise vanno a colpo sicuro. Dall’appartamento di Borrelli saltano fuori oltre 700 grammi di ‘fumo’.

Ieri mattina i due sono comparsi davanti al giudice per le indagini preliminari, Fiorella Casadei, ma sia il bidello che Borrelli, difeso dall’avvocato Gilberto Martinini, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Il primo, risultato del tutto incensurato, è stato rispedito in Campania con l’obbligo di restarci e di non uscire la sera e sembra sia già stato licenziato dall’istituto scolastico dove lavorava. Per il secondo, già conosciuto dalle forze dell’ordine, il giudice ha disposto la custodia in carcere. Il 12enne avrebbe invece raccontato agli inquirenti che quella non era la prima volta che il bidello gli vendeva il ‘fumo’, ma ha assicurato che lui era il suo unico cliente.