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7 mag 2022

"Bonus energia, le aziende non lo chiedono"

Il Comune ha messo a disposizione 100mila euro. Rastelli, Confcommercio: "Solo una trentina di domande, va riaperto il bando"

Alfredo Rastelli presidente di Confcommercio Riccione
Alfredo Rastelli presidente di Confcommercio Riccione
Alfredo Rastelli presidente di Confcommercio Riccione

Maxi bollette energetiche, ma il bonus lo chiedono in pochi. "Purtroppo – spiega il presidente di Confcommercio Alfredo Rastelli – il bonus messo a disposizione dall’amministrazione comunale per le attività commerciali ha visto una partecipazione ridotta, circa 30 domande. Rispetto ai 100mila euro messi a disposizione dal Comune saranno una piccola parte quelli che potranno essere destinati alle attività che ne hanno fatto richiesta". Da mesi i titolari di esercizi commerciali lamentano i costi delle bollette a volte raddoppiate del gas e dell’energia elettrica. Il Comune aveva messo a disposizione 100mila euro per aiutare le aziende a pagare le somme, purché rispondessero a determinati requisiti. Il tetto al volume d’affari metteva fuori gioco buona parte degli hotel. Per negozi e pubblici esercizi era necessario dimostrare di avere avuto consumi superiori al 30% nel periodo settembre 2021-marzo 2022, rispetto al medesimo periodo tra il 2019 e il 2020, prima della pandemia. L’azienda che fosse rientrata nei parametri avrebbe avuto un rimborso pari al 10% della differenza tra i consumi dei due periodi, fino a un massimo di 500 euro per il gas ed eventualmente altri 500 per il gas. "Abbiamo notato che alcune attività si sono messe in moto troppo tardi per partecipare al bando quando ormai mancavano pochi giorni alla scadenza avvenuta nei primi di maggio. Per questo avevamo chiesto all’amministrazione comunale la possibilità di posticipare la scadenza così da consentire a questi e ad altri di presentarsi. Ci è stato detto di no, e questo ci dispiace. La maggior parte del fondo destinato non sarà così utilizzabile". Resta il fatto che molti non hanno sentito la necessità di chiedere il bonus. "Per alcuni reperire i pagamenti precedenti e le verifiche da far fare al proprio commercialista possono avere disincentivato dalla partecipazione". In altri casi, spiega Confcommercio, è emerso che lo scostamento dei consumi rientrava tra il 20 e il 30%, dunque inferiori a quanto richiesto. "I periodi di scarso lavoro in inverno e autunno dovuti alle limitazioni imposte dalla pandemia possono avere limitato anche i consumi e di conseguenza la differenza rispetto al periodo che ha preceduto la pandemia". Inoltre "le centinaia di euro che si sarebbero potute recuperare potrebbero essere state considerate marginali rispetto al totale delle spese e alle verifiche da fare tra documenti e commercialista". A ricevere il bonus saranno in pochi e nelle casse pubbliche rimarranno decine di migliaia di euro, chiude Confcommercio.

Andrea Oliva

© Riproduzione riservata

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