Boom di incidenti sul lavoro. Sempre più casi a Rimini. Crescono gli infortuni negli hotel e nei ristoranti

Da gennaio a maggio cinque vittime, l’allarme lanciato dalla Cgil: "Servono misure concrete per risolvere il problema della sicurezza".

Boom di incidenti sul lavoro. Sempre più casi a Rimini. Crescono gli infortuni negli hotel e nei ristoranti

Boom di incidenti sul lavoro. Sempre più casi a Rimini. Crescono gli infortuni negli hotel e nei ristoranti

Si lavora meno ma si rischia di più. È quanto emerge dall’analisi della Cgil sui dati dell’Osservatorio permanente sugli infortuni e sulle malattie professionali, curato da Carlo Fontani per il sindacato e dal patronato Inca Emilia Romagna. Nei primi cinque mesi dell’anno si è avuto un aumento di incidenti mortali, cinque in tutto. Sono aumentati in generale gli infortuni sul lavoro, in crescita del 6,3% rispetto al medesimo periodo di un anno fa. A fronte di un numero di infortuni maggiore c’è il rovescio della medaglia: un aumento del 134% degli ammortizzatori sociali rispetto ai primi cinque mesi del 2023. Da gennaio a maggio nel Riminese si sono raggiunti i 3,4 milioni di ore di cassa integrazione. "Uno dei peggiori dati della nostra provincia dal 2011 a oggi, tolta la parentesi del Covid", sottolineano dalla Cgil.

Il settore in cui si hanno più infortuni resta quello della sanità e sociale, dove si concentrano il 10% del totale dei casi. Un dato preoccupante se si pensa che nei primi cinque mesi del 2023 i casi erano meno della metà. L’altro settore problematico è quello dell’edilizia con il 9,3%, ma il numero degli infortuni è in linea con quelli registrati un anno fa. In crescita gli infortuni nel commercio all’ingrosso e al dettaglio, così come nel settore riparazioni auto, con il 9,1% dei casi. In aumento gli incidenti anche nell’ambito della ristorazione e degli hotel, con 110 infortuni a fronte dei 76 di un anno fa.

Non va meglio sul fronte delle malattie professionali. "Il dato a maggio 2024, rispetto allo stesso periodo del 2023, conta già 201 denunce. Si tratta in questo caso di un nuovo aumento del 20,4%. Il dato conferma il forte aumento già registrato ad aprile". Per il sindacato si tratta di numeri preoccupanti. "Le gravi problematiche di salute, sicurezza sul lavoro e le crisi aziendali nella provincia di Rimini imporrebbero l’urgenza di adottare misure concrete per affrontarle. È fondamentale allora che il tavolo provinciale su legalità, salute e sicurezza arrivi a un accordo che impegni i soggetti pubblici e privati a non ricorrere ad appalti e subappalti al massimo ribasso. È essenziale che il committente diventi il primo responsabile della salute e della sicurezza nella filiera degli appalti, come richiesto da Cgil, poiché solo così si possono stabile giuste responsabilità e garantire la protezione dei lavoratori". Ma c’è dell’altro: "Vi è la necessità di potenziare gli organismi di vigilanza". Parallelamente "la questione degli ammortizzatori sociali richiede un approccio strategico per la ripresa economica, partendo dal consolidamento e dall’espansione delle attività manifatturiere provinciali".

Andrea Oliva