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12 mag 2022

"Cabine, manufatti e ristobar sono abusivi"

Esposto in Procura del presidente Conamal, Roberto Biagini: "Lo Stato deve incamerare quei beni, non sono proprietà dei bagnini"

"Cabine, ristobar e manufatti di spiaggia sono abusivi". Esposto in Procura - e segnalazione a Comune, Agenzia del Demanio, Capitaneria e Regione - da parte del Conamal, Coordinamento nazionale mare libero. Firmato dal presidente Roberto Biagini, il documento parte dalla sentenza della Cassazione del 4 aprile scorso e quella del Consiglio di Stato del 9 novembre 2021. E chiede al Comune di Rimini di... applicarle. Ovvero, che lo Stato "incameri" quei beni. Danto atto "che le concessioni demaniali marittime a scopo turistico presenti sul territorio riminese sono scadute". Biagini chiede agli enti citati "di attivare tutti gli obblighi di controllo", e in particolare "di esaminare... la situazione inerente ai manufatti - ristobar e stabilimenti balneari". E in caso vengano rilevate "opere non facilmente amovibili insistenti sul demanio marittimo, di attivare immediatamente il procedimento di incameramento al Demanio dello Stato di tali opere". La questione è centrale. Le associazioni di categoria dei bagnini, in vista della nuova legge di riordino delle concessioni di spiaggia, con relativi bandi, hanno più volte chiesto, tra l’altro, che si tenga conto degli investimenti e degli interventi effettuati. Se parte delle strutture di spiaggia venisse ’incamerata’ dallo Stato, dovrebbero rinunciare ad alcune frecce importanti al loro arco.

Biagini, ex assessore del Comune di Rimini, parla di "farsesco dibattito politico sulla vergogna tutta italiana della attuale ’proprietà privata’ (di pochi) sui beni pubblici (di tutti), spacciata per un apparente regime amministrativo ’concessorio’, si è ulteriormente e comicamente inviluppato in attesa di una prossima ’procedura di infrazione’ che ci verrà sicuramente notificata dalla Unione europea".

Biagini spiega che le proroghe al 31 dicembre 2023 riguardano solo le concessioni ’nuove’, dopo il 2001. E sostiene: "riteniamo che stabilimenti e chioschi-bar riminesi siano nella stessa situazione dei Bagni Liggia genovesi (oggetto di una delle sentenze, ndr) e cioè che siano tutti irrimediabilmente scaduti e non coperti da nessuna proroga in quanto concessioni risalenti al secolo scorso". "Partiamo con Rimini e proseguiremo con la richiesta di accertamento in altri comuni costieri", conclude il presidente Conamal.

Mario Gradara

© Riproduzione riservata

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