San Giovanni in Marignano (Rimini), 11 settembre 2018 - Il corpo senza nome potrebbe avere presto un’identità. Quella di un 26enne straniero, arrivato da poco in questa zona. Due giorni fa, con i carabinieri di Riccione si sono fatti vivi amici e parenti, tra cui anche il padre, di una persona scomparsa da alcune settimane. Loro pensano che si tratti di lui, forse per quella catenina d’argento, sicuramente di foggia maschile, che il cadavere aveva stretta intorno al collo.

L’autopsia, disposta dal sostituto procuratore, Paolo Gengarelli, si svolgerà questa mattina e dicono che potrebbe essere risolutiva per l’identificazione. Forse i parenti, il cui Dna verrà comparato con quello estratto dal corpo mummificato, hanno fornito elementi molto utili agli inquirenti. Magari una caratteristica del ragazzo che l’esame autoptico potrebbe rivelare.

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Già oggi quindi potrebbe essere svelato il mistero dell’identità, anche se resta il perché e il come sia finito così (VIDEO). Sapere chi era, aiuterà comunque moltissimo gli investigatori che senza un nome e una causa di morte, non sanno dove sbattere la testa. Per il momento gli inquirenti non eslcudono nulla. Il cadavere era troppo martoriato per potere rivelare qualsiasi cosa. Era stato trovato venerdì scorso in un fossato di San Giovanni in Marignano (FOTO) da alcuni passanti.

Era in avanzato stato di decomposizione, ma le temperature e lo scempio che ne avevano fatto gli animali, potevano far supporre che si trovasse lì da non più di qualche settimana. L’arco temporale era stato ristretto, quando gli investigatori avevano scoperto che il 14 agosto era stata tagliata l’erba proprio in quel punto, e del corpo non c’era alcuna traccia. Un corpo vestito di quel che restava di un paio di pantaloncini forse arancioni. Particolare insolito: aveva i piedi scalzi.

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Un dettaglio che potrebbe far supporre molte cose. Forse è scappato in tutta fretta da una casa, oppure qualcun’altro l’ha scaricato nel fosso. Ipotesi, appunto, che potranno trovare una direzione precisa soltanto dopo l’autopsia. La conferma definitiva che si tratta proprio del 26enne, sarà naturalmente quella del Dna che verrà comparato con quello dei parenti.