Fabio Di Lauro considerato la mente dell’organizzazione
Fabio Di Lauro considerato la mente dell’organizzazione

Rimini, 20 maggio 2015 – FABIO DI LAURO e Daniele Ciardi sono due delle figure principali intorno a cui ruota il cosidetto ‘secondo gruppo criminale’, quello che occupava delle combine della Lega D (FOTOVIDEO). Smessi gli abiti del calciatore, sostengono, Di Lauro, gran scommettitore, si era trasformato in un faccendiere specializzato in frodi sportive. Una rete che ha realizzato e messo a punto grazie a alle relazioni intessute con personaggi dell’ambiente quando faceva ancora il giocatore.

Tra questi, spiccano Ercole Di Nicola e Daniele Ciardi. Il primo direttore sportivo de L’Aquila, «intento a procacciare facili vittorie alla ‘sua squadra’» in stretti rapporti d’affari con Di Lauro. Perchè è Di Lauro, secondo gli inquirenti, quello che materialmente rende possibile le combine, dal momento che è in grado di procurare il denaro necessario a ‘comprare’ i calciatori, grazie ai finanziatori stranieri. Sempre lui, quello che tiene le fila dei contatti con i cosiddetti ‘signori delle scommesse’ dell’Est Europa, soprattutto serbi e sloveni che sostengono l’associazione investendo denaro che portano dall’estero (da Belgado e Instambul) attraverso le frontiere nazionali, per poi investirlo puntando scommesse sulle gare che hanno contribuito a truccare. Puntate che spesso effettuano online su siti internet tenuti da gestori asiatici. Il finanziatore più vicino a Di Lauro è il serbo Uros Mirosavljevic. 

DANIELE CIARDI, detto ‘bomber’ è invece il magazziniere del Santarcangelo Calcio. Suo, dicono, il compito di ‘reclutare ’ i calciatori disposti a truccare le partite e organizzare le sconfitte della squadra. Il suo obiettivo, scrivono i giudici, è solo quello «di trarre profitto scommettendo sui risultati alterati delle gare che combina». Alla sua ‘corte’ ci sono i calciatori Marco Guidone, Giacomo Ridolfi, Mohamed Traorè e Francis Obeng. Un vincolo associativo, il loro, che si regge sul rapporto di fiducia con Giardi. Per lui, contare su quei quattro «era irrinunciabile» per garantire le sconfitte decise a tavolino dai finanziatori delle combine. 

L’INDAGINE ha svelato anche una serie di ‘frizioni’ tra i sottogruppi in cui era composta questa seconda associazione che arrivano anche a gesti di cruda violenza, come il pestaggio da parte dei pugliesi nei confronti di un loro complice albanese, trasformatosi in creditore. Una ‘guerra’, dicono, che sarebbe tutt’ora in atto.