Carlo Cracco nella sua vigna a Santarcangelo
Carlo Cracco nella sua vigna a Santarcangelo

Santarcangelo di Romagna (Rimini), 13 ottobre 2020 - Nella sua azienda Vistamare Carlo Cracco si prepara a imbottigliare il suo vino made in Santarcangelo. Lo chef stellato, ex giudice di Masterchef, ha acquistato un'azienda agricola sulle colline santarcangiolesi insieme alla moglie Rosa Fanti (originaria di Santarcangelo) dove produce frutta, olio e vino. Una produzione destinata non solo ai suoi ristoranti stellati, come spiega lo stesso Cracco.

Da tempo lo chef cercava un terreno "su cui poter coltivare e produrre le materie prime che avrei utilizzato nella mia cucina e finalmente sono riuscito a trovarlo qui, tra le colline romagnole, a cui sono molto legato e non solo per motivi affettivi”. Parte della produzione viene utilizzata per i suoi locali, "sia per il menu che per la pasticceria. Il resto viene trasformato per la produzione di succhi di frutta, confetture, olio e naturalmente vino".

Per il vino Cracco si è affidato a Luca D’Attoma, esperto enologo. "Ci accomuna - spiega D'Attoma - l’impegno a creare qualità ed emozione attraverso il nostro lavoro. Carlo lavora in un settore diverso ma convergente al mio, al quale ho dedicato tutta la mia vita. Ho grandi aspettative per questo progetto che mi vede particolarmente coinvolto. Quando ho visitato la tenuta sono rimasto estremamente colpito dalle viti vecchie, da 50 fino a 80 anni". L'azienda Vistamare vanta 16 ettari di cui 4 di uliveto, 6 di frutteto (con alberi di pesche, albicocche, ciliegie, cachi), 1 di orto e 5 ettari di vigneto. Un'azienda all'avanguardia, per le tecnologie usate e anche per l'anima 'green': con gli scarti della frutta si ricava la carta per stampare i menù e per i packaging, oppure con i noccioli di pesche e ciliegie si producono farine che utilizzate per le preparazioni di pasticceria.

La cantina si prepara a imbottigliare i primi due vini di questa vendemmia. Uno è un rosso che nasce da una combinazione di uve diverse vinificate in acciaio, che vede Sangiovese in preponderanza, con piccole percentuali di Cabernet Sauvignon, Lambrusco e Trebbiano. Non manca il bianco composto invece da quattro vitigni: Rebola, Pagadebit, Albana di Romagna e Trebbiano. "Sia le etichette che i nomi dei vini - assicura Rosa Fanti - saranno un omaggio a Santarcangelo e alla Romagna. I vini saranno in vendita dal 2021. Dobbiamo ancora decidere i canali di distribuzione, ma c'è già grande interesse".