Rimini, migliaia di cefali morti (Foto PasqualeBove)
Rimini, migliaia di cefali morti (Foto PasqualeBove)

Rimini, 21 marzo 2019 - Migliaia di cefali (foto) spiaggiati tra Rimini, Riccione, Cattolica e Misano. I pesci morti sono stati portati a riva dalla mareggiata che si è scatenata a partire dalla serata di lunedì, con il mare spinto dai forti venti provenienti dal quadrante Nord, in prevalenza bora. Tra le ipotesi che circolano sulla morte dei cefali, c’è quella legata al fatto che in questo periodo sono in fase riproduttiva, durante la quale si spingono a ridosso della riva. Dove sarebbero stati colti di sorpresa dalla mareggiata che si è scatenata a inizio settimana. Insomma, ‘morti per amore’.

«Queste specie si riproducono in questo periodo – spiega il biologo marino Fabio Fiori –, muovendosi in grandi branchi che si spingono vicino a riva. E’ possibile che la burrasca li abbia fatti spiaggiare senza che abbiano potuto opporre resistenza». «Di certo non si tratta di un problema di inquinamento del mare – attacca Carla Rita Ferrari, responsabile della struttura oceanografica Daphne, della Regione Emilia Romagna –, le cui condizioni di salute sono attualmente buone. Si è registrata la settimana scorsa una fioritura microalgale, ma nessun allarme particolare. Comunque tengo a precisare che il fenomeno risulta circoscritto nella zona tra Rimini e Cattolica. In questi giorni non usciamo con il battello Daphne, a causa del mare molto mosso. Ci risulta che nei giorni precedenti la burrasca siano state pescate quantità molto rilevanti di cefali».

Di più la Ferrari non dice. Tra le ‘voci di banchina’ sulle possibili cause una vorrebbe che il surplus di pescato sia stato ributtato morto in mare dai pescherecci, per non far crollare il prezzo già basso. «Ormai le ‘volanti’ vanno a pescare su commissione, portano a riva quel che gli viene richiesto», aggiunge Fiori. Che esclude tra le cause lo choc termico: «Non in questa stagione, e poi il cefalo è un pesce con forte capacità di adattamento».

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«Questi spiaggiamenti sono rari ma periodicamente accadono – osserva Giancarlo Cevoli, presidente della Cooperativa Lavoratori del Mare di Rimini –. Può essere che i cefali siano stati vittima del loro predatore d’eccellenza, il pesce serra, in forte espansione. Forse sono stati sorpresi a riva dalla forte mareggiata».

«Escluderei l’inquinamento marino e lo choc termico – fa eco Sauro Pari, presidente della Fondazione Cetecea –, fenomeni che avrebbero ucciso anche altre razze di pesci, non solo i cefali; sembra possibile invece che siano stati pescati in eccesso, visto che si muovono in branchi enormi, e ributtati in mare». «I cefali sono in fase riproduttiva e vivono vicino alla riva, addirittura a volte all’interno dei porti – afferma Michele Castellucci, presidente del Consorzio vongolari provinciale –; sono stati probabilmente sorpresi dalla burrasca e non sono riusciti a riprendere il largo».