Riccione, la preside vieta i cellulari in classe
Riccione, la preside vieta i cellulari in classe

Riccione (Rimini), 11 dicembre 2019 - «Dall’inizio dell’anno scolastico tutte le mattine alle 8, chiediamo agli studenti di depositare i cellulari in un cassetto. Li riconsegniamo alle 14, quando escono dalla scuola. Finora ne abbiamo concesso l’uso durante l’intervallo, ma ora stiamo provando a vietarne l’uso per sei ore consecutive».

Il provvedimento su carta da tempo, come conferma la dirigente Paola Frontini, è scattato alla Scuola regionale Alberghiera e di Ristorazione, affacciata sul mare, nella zona sud di Riccione. Per essere più attenti e meno distratti, dallo scorso settembre prima dell’inizio delle lezioni, gli studenti, circa 130, consegnano l’apparecchio spento o in modalità silenziosa. Se squilla, infatti, prendono una nota. Si procede per gradi: partiti con una settimana di astinenza al mese, i ragazzi stanno passando ai quindici giorni con l’aggiunta di un ulteriore sacrificio. Gli è stato chiesto di rinunciare al telefonino anche durante la ricreazione per riscoprire il valore e il piacere della socializzazione.

L’obiettivo è favorire la comunicazione diretta tra loro, farli parlare ed essere più umani. «Cerchiamo di fargli capire che serve anche per trovare la fidanzata – scherza la dirigente –. Stando sempre a testa bassa su smartphone e Iphone gli adolescenti imbastiscono relazioni virtuali, correndo il rischio di finire l’anno scolastico senza conoscere il compagno di banco. Un paradosso».

«Questa campagna andrebbe fatta più nelle case, che a scuola – commenta la Frontini – Noi ci proviamo. La lezione senza telefono, come la divisa da indossare nelle ore di cucina, di bar o di teoria, è uno dei nostri capisaldi. I giovani cominciano a recepire il messaggio, ma è molto difficile, facciamo una fatica bestiale. All’inizio è stato un disastro, parlare di semplici brontolii è un eufemismo, ma ci proviamo con l’intento di sottrargli il cellulare per il mese intero».

Come spiega la preside, uno dei maggiori problemi per gli studenti è che non hanno l’orologio, per cui leggono l’ora solo sul telefonino. «Ma se glielo consentiamo – osserva – viene poi spontaneo leggere i messaggi su WhatsApp e ci si distrae. Per la prima comunione e per la cresima, una volta si regalava l’orologio da polso, ora sostituito dal telefonino. Può sembrare sorprendente, ma molti ragazzi, che frequentano anche altre scuole, abituati ai numeri digitali non sanno più leggere l’orologio con numeri e lancette».

Il digiuno da cellulare insomma sta stretto agli studenti, ma anche a quei genitori, che continuano a telefonare ai figli durante le lezioni per controllarli o per altri motivi. Come rimarca la dirigente «in questi casi si può chiamare al numero della scuola e parlare con i propri figli fuori dall’aula».

Questa campagna s’inserisce anche nell’ottica green dello Ial che sta orientando la scuola su percorsi di alimentazione legata più a proteine vegetali che animali, nel rispetto delle linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità, come dimostrato nel saggio al quale di recente hanno partecipato numerose autorità.