Filippo Sacchetti (a destra) festeggia con Jamil Sadegholvaad
Filippo Sacchetti (a destra) festeggia con Jamil Sadegholvaad
La vittoria al primo turno a Rimini, con Jamil. "E c’è mancato un pugno di voti per vincere anche a Cattolica al primo turno, con Franca Foronchi". Perse le sfide di Novafeltria, Pennabilli, Montescudo, ma per il segretario provinciale del Pd Filippo Sacchetti "il centrosinistra esce rafforzato da queste elezioni. E sia a Rimini che a Cattolica il Pd è di gran lunga il primo partito della città, e la forza di riferimento". A Rimini i dem non vanno oltre il 27%, contro il 33,4% di cinque anni fa. Ma Sacchetti guarda al bicchiere mezzo pieno. A...

La vittoria al primo turno a Rimini, con Jamil. "E c’è mancato un pugno di voti per vincere anche a Cattolica al primo turno, con Franca Foronchi". Perse le sfide di Novafeltria, Pennabilli, Montescudo, ma per il segretario provinciale del Pd Filippo Sacchetti "il centrosinistra esce rafforzato da queste elezioni. E sia a Rimini che a Cattolica il Pd è di gran lunga il primo partito della città, e la forza di riferimento". A Rimini i dem non vanno oltre il 27%, contro il 33,4% di cinque anni fa. Ma Sacchetti guarda al bicchiere mezzo pieno. A "questo risultato, figlio del buon governo riminese e dell’attitudine a ben amministrare la cosa pubblica". Per Sacchetti "Jamil raccoglie un testimone importante, quello di Gnassi, ed è la persona giusta per farlo. L’abbiamo detto in tutti questi mesi, lo ribadiamo a gran voce ora. Ha saputo parlare al cuore della città ed essere credibile nella sua proposta, è riuscito a dialogare con i riminesi che hanno ritrovato orgoglio e senso di appartenenza". Non ha dubbi il segretario del Pd: "Siamo stati più forti di tutto, di colpi bassi e sovranismi alti, che oggi non solo a Rimini ma fortunatamente in tante altre grandi città si sono visti la porta sbarrata. Ora avanti tutta con il sostegno a Franca Foronchi per il ballottaggio a Cattolica". Ma non va sottovalutata la scarsa affluenza alle urne, con meno di 67mila riminesi al voto (il 55,5%) nel capoluogo. "Dobbiamo recuperare il contatto diretto con la gente. Perché il dato incontrovertibile, che emerge qui e nel resto d’Italia, è quello di un astensionismo mai visto prima".

Ci sarà tempo per interrorgarsi e fare autocritica. Anche alla luce dei risultati delle altre liste civiche della coalizione, a partire dalla Lista Jamil, capace di arrivare al 17%. Ha fatto meglio di Patto Civico, che nel 2016 raggiunse il 14%. "Risultato straordinario, per nulla scontato. La nostra è stata una grande squadra. Ognuno, dai candidati consiglieri ai sostenitori, si è impegnato per il bene di Rimini", dice Moreno Maresi, coordinatore della lista. "Come Patto Civico – sottolinea l’ex parlamentare Sergio Pizzolante, uno degli artefici della civica – questa lista, che sta alla destra del Pd, ha dimostrato di essere un vero progetto civico. E stavolta con il Pd ci sono stati meno dualismi e più collaborazione".

Bene anche Rimini Futura, capace di ottenere oltre il 3,5% e di rieleggere il consigliere Luca Pasini: "Ce l’abbiamo messa tutta – osserva lui – e ora siamo pronti a correre con Jamil, come abbiamo fatto per 5 anni con Gnassi". Meno buoni i risultati di Rimini Coraggiosa (2,6%) e dei Verdi (1,5%). "Ma noi siamo felici – dice il capolista di Rimini Coraggiosa, Marco Tonti – per il nostro risultato e per il contributo alla vittoria di Jamil".

ma.spa.