Oscar Raffaelli dell’hotel Ancora si cimenta ai fornelli del suo albergo di viale Regina Elena

Rimini, 7 luglio 2018 - I clienti ci sono. Manca il personale. Estate in salita per gli albergatori del Riminese. Sono centinaia le strutture ricettive che non riescono a completare gli organici. Titolari sull’orlo della crisi di nervi. Costretti a farsi in quattro - fino a fare i lavapiatti - per metterci la classica pezza con i clienti. La bacheca web ‘trova lavoro’ dell’Associazione albergatori Rimini trabocca di decine di richieste. Così come quelle dei principali ‘luoghi di incontro’ degli albergatori, ad esempio il magazzino della Marr al Gross. Stesso discorso per le bacheche sul web. Pochi gli hotel quelli a ranghi completi. «Tanti colleghi cercano uno o due persone – attacca Oscar Raffaelli, hotel Ancora di viale Regina Elena -, ma c’è chi è sotto di quattro o cinque unità. Troppe con la stagione che ormai è in fase di decollo. Ogni mattina nei magazzini all’ingrosso dove facciamo spesa per l’albergo è un coro di lamenti.

Manca personale qualificato, ma anche generico». Tra i tanti che sono ‘sotto’ di vari dipendenti c’è Manuel Zanotti, titolare dell’hotel Liverpool: «Ci servono quattro persone – spiega l’imprenditore –: una in cucina, due nelle camere, una in sala. Un problema nazionale, mi dicono i colleghi di altre regioni. Mai visto però in queste dimensioni nel Riminese». «C’è gente che si propone – aggiunge Corrado Della Vista, Devira Hotels, membro del direttivo Aia –, a me è capitato un meccanico che vuol fare il portiere di notte. Ma troppi non hanno un’idea. Le romene, tranne quelle storiche, ormai vanno altrove all’estero, dove fanno stagioni più lunghe. Per fortuna ci sono gli egiziani, bravi ed efficienti. Gli italiani chiedono il fine settimana libero. Purtroppo è anche difficile mettere gente alla prova. Speriamo vengano reintrodotti i voucher dal Governo: per prove e periodi brevi erano molto utili. Io ho 70 dipendenti complessivi in cinque strutture. Me ne mancano cinque, tra cucina e camere. Si è creata una situazione per cui ci soffiamo i dipendenti tra albergatori, con una gara di offerte al rialzo negli stipendi. Vengono offerte cifre spropositate anche a chi non è all’altezza, nella speranza di riuscire a formarli in hotel. Avevo assunto un ragazzo alle 14 dopo un colloquio, spedito i documenti al commercialista. Alle 16 mi chiama dicendo che va in un hotel vicino».

«Le assunzioni di stranieri extracomunitari sono bloccati dalla limitazione dei flussi – aggiunge Zanotti –; gli italiani cercano, ma chiedono il part time, o il fine settimana libero, o l’orario continuato, o di fare solo un paio d’ore». «Estate molto difficile per il personale – dice Gianluca Piemonte, hotel Amicizia –, siamo a luglio e a tanti manca personale ai piani, in sala, in cucina. Un disastro, a quanto si sente in giro. Io sto cercando un lavapiatti. Un rappresentante mi consiglia un ragazzo dicendo che ha molto bisogno. Lo chiamo. Mi dice che viene al volo. Non l’ho mai visto». Quali i motivi di una simile Waterloo? Diversi. Da un lato il fatto che il lavoro stagionale è duro. Tante ore, e paghe contenute (a volte decisamente low cost). Poi che la stagione è corta, e i più preparati ottengono contratti annuali in altre località, o almeno di 7-8 mesi in montagna. «E anche il fatto – aggiunge Piemonte – che in passato la disoccupazione equivaleva al periodo che avevi lavorato, rapporto uno a uno. Ora è dimezzata». Lavori 4 mesi, ce l’hai per due, all’80% di stipendio. «Io tutti i giorni chiamo quattro agenzie di mediazione – chiosa Della Vista – la risposta è sempra la stessa: ‘nessuno disponibile’». Scarsi risultati anche per le disponibilità presso l’ufficio di collocamento provinciale. Tanti albergatori diffidano dell’appalto esterno a cooperative o agenzie specializzate nell’affittare lavoratori. Anche se diversi alberghi - disperati per mancanza di personale hanno fatto questa scelta.