MANUEL SPADAZZI
Cronaca

Condannato per violenza sessuale, ‘espulso’ con 7 anni di ritardo. I giudici: "Può restare in Italia"

Permesso di soggiorno revocato nel 2016, ma la notifica gli è arrivata pochi mesi fa Il Tar: "Atto illegittimo della Questura, l’uomo non è più socialmente pericoloso"

L’uomo aveva aggredito una prostituta

L’uomo aveva aggredito una prostituta

Rimini, 10 novembre 2023 – Era stato condannato a due anni per violenza sessuale, lesioni e tentata rapina nei confronti di una prostituta. E la Questura, in seguito alla condanna, gli aveva revocato il permesso di soggiorno. Peccato che il provvedimento, emesso nel 2016, gli sia stato notificato soltanto a marzo di quest’anno. L’uomo, un quarantenne marocchino che vive a Rimini da parecchio tempo, ha deciso di fare ricorso al Tar per evitare l’espulsione e alla fine i giudici gli hanno dato ragione. La sentenza, destinata a far discutere, è stata pubblicata all’inizio di questa settimana.

La Questura aveva adottato la revoca del permesso di soggiorno nel 2016, sia per il fatto per il quale l’uomo era stato condannato, sia perché all’epoca risultava disoccupato e senza fonti di reddito. Ma per lui le cose nel frattempo sono cambiate. Il quarantenne, che aveva ammesso i suoi problemi di dipendenza da alcol, ha infatti iniziato e completato un percorso terapeutico e dal 2017 ha cominciato anche a lavorare, avendo così un reddito sufficiente a mantenersi. Insomma, la sua situazione è cambiata da allora.

Per il Tribunale amministrativo regionale la revoca del permesso di soggiorno da parte della Questura "poteva essere ragionalmente apprezzata" quando venne emanata, nel 2016. Ma essendo stata notificata "solo sette anni dopo, risulta inidonea a supportare il giudizio di pericolosità" del quarantenne marocchino, dato che lui nel frattempo ha cambiato vita, ha affrontato la terapia per dinsintossicarsi dall’alcol e ha trovato un lavoro. Per questo i giudici del Tar hanno accolto il ricorso presentato dall’uomo e hanno annullato il provvedimento con cui la Questura gli aveva revocato il permesso di soggiorno.