Anziani isolati dalle famiglie per il Covid 19: arriva la casa degli affetti
Anziani isolati dalle famiglie per il Covid 19: arriva la casa degli affetti

Rimini, 22 novembre 2020 - Contatti ravvicinati e abbracci in piena sicurezza tra figli, nipoti e nonni dopo mesi di lontananza. Tutto questo grazie a manicotti monouso nei quali si possono inserire le braccia, vedendosi in volto attraverso un pannello di vetro. L’hanno chimata ’casa degli affetti’ ed una sorta di cellula di sopravvivenza delle emozioni. Una struttura in legno sigillata e vetro all’interno della chiesa della Casa di riposo ’Maccolini’: uno spazio che apre il cuore. L’hanno realizzata a tempo di record, nel giro di due giorni, tecnici e falegnami di Ottima Servizi, azienda top del territorio per gli allestimenti fieristici, guidata da Giulio D’Angelo – e permetterà di donare un abbraccio agli anziani ospiti che da tempo non vedono i loro famigliari.

L’iniziativa nasce sulla scia di quella varata nei giorni scorsi in una Rsa del Veneto. Una modalità che sarà seguita, a partire dalla prossima settimana, anche nella storica struttura di via D’Azeglio, nel cuore del centro storico, che accoglie 180 tra ospiti e suore anziane, suddivisi in sei diversi reparti, disposti su tre piani. "In un momento drammatico per il Paese e per tutti noi – afferma suor Rita Benigni, superiora delle Suore di Maria Bambina che gestiscono la struttura – dove l’aumento dei contagi da Covid-19 ci ha fatto ricadere in una situazione tetra e apparentemente senza via di uscita, ho pensato che avevamo bisogno di un gesto di speranza. E così ho voluto fare qualcosa: creare appunto la casa degli affetti".

"Essere abbracciati – continua la religiosa – è uno dei gesti più dolci che una persona riceve e ricambiare. Un abbraccio, soprattutto per le persone anziane, racchiude in sé tantissimi significati che vanno dall’esprimere amore, affetto, consolazione, comprensione. Mi sembrava giusto che in questo concitato momento, dove ovviamente il nostro primo obiettivo è arrestare l’avanzata del virus, dovesse essere aperta una breccia di luce . I nostri nonni, hanno bisogno di cose belle".

"Per la casa degli affetti – continua suor Rita – abbiamo scelto la nostra chiesa, luogo caro ai nostri anziani, che le sono molto affezionati. Non è un abbraccio ’vero’, ma c’è contatto fisico, ci si vede in faccia, una cosa fondamentale per le famigie, che non era possibile neppure fino a quando sono stati consentiti gli incontri in presenza, a metà ottobre".

"Appena l’istituto ci ha chiamato – afferma Giulio D’Angelo, presidente di Ottima Servizi– abbiamo accettato la sfida e ci siamo organizzati con i nostri falegnami e tecnici per trovare una soluzione sicura ma che permettesse un contatto ravvicinato".

"E soprattutto un contatto in sicurezza – chiosa suor Rita Begnini – che sarà contingentato a coloro che possono essere accompagnati fino in Chiesa, ovvero a persone con un certo grado di mobilità, e che partirà appena la situazione sarà più stabile. Ma è un primo passo, in attesa della riapertura della Casa di riposo a tutti".