Stefano Busetti è stato nominato sub commissario sanitario per la gestione dell’emergenza
Stefano Busetti è stato nominato sub commissario sanitario per la gestione dell’emergenza

Rimini, 8 luglio 2020 - "Un virus subdolo, che può diventare ancora più rischioso adesso, anche se non sembra".
Stefano Busetti è il sub commissario sanitario dell’Azienda Usl Romagna sul fronte di ’guerra’ fin dai primi esordi del Covid-19 nel Riminese.

Dottore, lei dice che il virus può essere quasi più rischioso adesso che prima. Perché?
"E’ un virus subdolo, che continua a girare e i casi che abbiamo scoperto e circoscritto in maniera veloce nell’ospedale di Rimini, lo dimostrano. Senza gettare allarme è però necessario dire che bisogna tenere alta la guardia".

Eppure in molti dicono che con il caldo si può stare più tranquilli. Voi che cosa vi aspettate?
"Un’estate abbastanza tranquilla, ma con qualche focolaio. Sarà inevitabile per l’alto numero di persone che sono in circolazione e per le occasioni che possono coinvolgere nello stesso luogo tanta gente. E’ vero che si sta di più all’aria aperta e questo aiuta, ma teniamo bene in mente che il virus non è affatto sparito".

C’è ancora da avere paura?
"Noi raccomandiamo attenzione nei comportamenti, poi è sicuramente vero che ci troviamo in presenza di casi meno gravi, la dimostrazione nel fatto che nelle nostre terapie intensive non abbiamo più nessun paziente affetto da Covid".

Però ne sono stati trovati otto positivi nell’ospedale di Rimini. Come è possibile?
"La domanda è più che lecita e noi stiamo cercando una risposta che non è semplice, se mai la troveremo. Il paziente è comunque stato intercettato attraverso i rigidi protocolli messi in atto: tampone quando si entra e quando si esce. Questo signore è risultato positivo in uscita. Ma tutte le precauzioni vengono adottate dalle strutture ospedaliere, compresi i controlli per i visitatori. Dei 150 tamponi effettuati, 110 sono negativi, attendiamo gli altri entro domattina (oggi) e avremo il quadro completo. Come dicevo, qualche caso e focolaio saranno inevitabili. La cosa importante è intercettarli subito e circoscriverli e noi non abbiamo smantellato nulla della struttura messa in piedi nei momenti di massima allerta Covid, perché adesso il fattore tempo sarà quello determinante".

Per l’autunno vi aspettate una seconda ondata?
"Su questo i pareri sono più che discordi. Non c’è esperto al mondo che possa dire cosa succederà. Quello che sappiamo è che dobbiamo stare pronti a tutto".

Sull’importanza del vaccino antinfluenzale, invece, mi sembrano tutti d’accordo. Quando inizierete?
"Visto che i sintomi tra influenza e Covid sono simili, fare l’antinfluenzale diventa importantissimo per escludere questa patologia. Sull’inizio della campagna non è precisamente il mio campo, ci sono altri colleghi che se ne occupano, ma credo che a ottobre si partirà, anche perché ci aspettiamo un deciso aumento delle richieste".