Roberto Maffi aveva 83 anni
Roberto Maffi aveva 83 anni

Rimini, 28 marzo 2020 - L’hanno ricoverato sabato scorso. E’ morto dopo cinque giorni, nella notte tra mercoledì e giovedì. "Eppure c’è chi continua a dire che di questo maledetto virus non si muore, che è poco più di un’influenza… Falso: mio padre, pur avendo i suoi problemi di cuore (per i quali prendeva dei farmaci), stava bene. E’ stato il Covid-19 a ucciderlo".

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Arianna Maffi prova a farsi coraggio riguardando le vecchie foto del papà Roberto. "L’ultima volta l’ho visto quando lo portavano in ospedale con l’ambulanza. Lui sorrideva, io gli ho detto: stai tranquillo, vai a farti la solita vacanzina in ospedale ma poi torni". Invece Roberto Maffi, 83 anni, operaio delle industrie Valentini in pensione, è morto nel reparto dei malati Covid-19 allestito al quinto piano dell’ospedale Infermi.

Lascia la moglie Giuseppina, i figli Massimo, Arianna e Catia e i nipoti. "Tanti ci hanno chiamato per farci le condoglianze. Era molto conosciuto a Rimini. Non appena questa emergenza finirà, organizzeremo un funerale come si merita".

Quando ha cominciato a mostrare i primi sintomi?
"Martedì 17 marzo. Mio fratello quel giorno ci ha chiamato per dirci che sia papà che mamma stavano male. Avevano entrambi la febbre, ma gli altri sintomi erano differenti: mia madre lamentava dolori muscolari, mio padre un forte mal di testa. Abbiamo subito contattato il medico e l’Ausl. Venerdì sera mio padre era più sofferente e così sabato, visto che la febbre non calava, è stato ricoverato in ospedale".

Com’erano le sue condizioni al momento del ricovero?
"Aveva ancora febbre e problemi respiratori. L’hanno portato nel reparto al quinto piano, con gli altri malati di Covid-19. Lunedì sera è stata l’ultima volta che ci siamo sentiti. Mi ha chiamato lui, si sentiva meglio, non aveva nemmeno la febbre. Il giorno dopo ha iniziato la terapia anti-virale. Eravamo fiduciosi".

Invece la situazione è precipitata…
"E’ morto nella notte di mercoledì. Il virus ce l’ha portato via in una settimana. E l’emergenza a casa nostra non è finita: mia madre e mio fratello sono ancora in isolamento. E’ un dramma che con chi ha vissuto non può capire. Ho diversi amici a Rimini che hanno perso familiari uccisi del Covid-19. L’unica arma a disposizione per proteggere i nostri cari dal virus è tenerli a casa. Mio padre, da quando è iniziata l’epidemia, l’abbiamo tenuto quasi sempre chiuso in casa. Ma questo non è bastato a salvarlo".