Rimini, 19 novembre 2020 – " Il Covid è un buon affare". A dirlo in un’intercettazione telefonica un uomo, originario di Napoli, ma da tempo trasferitosi a Rimini e vicino al clan camorristico Di Lauro. Lui, E.S, durante la prima ondata della pandemia, era riuscito a introdursi nel settore delle sanificazioni, grazie alla ditta intestata a un amico di Pesaro.

Secondo la Guardia di Finanza di Rimini, S.E. - per eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali - nel mese di aprile scorso, in piena emergenza “Covid-19”, e’ divenuto socio occulto di una ditta operante nel settore delle sanificazioni delle auto, degli esercizi commerciali e degli hotel ubicati nella provincia di Rimini ed in quella limitrofa di Pesaro e Urbino, partecipando agli utili ed utilizzando le autorizzazioni rilasciate alla stessa. Ma l’attività messa in atto dal napoletano non è passata inosservata ai finanzieri. E questa mattina sono stati messi i sigilli alla ditta ed a tutti i suoi conti in esecuzione del decreto di sequestro preventivo messo dal gip di Rimini per il reato di intestazione fittizia di beni. Sono quattro in totale gli indagati.