Alice, la giovane riminese protagonista con i genitori della crociera da incubo
Alice, la giovane riminese protagonista con i genitori della crociera da incubo

Rimini, 18 ottobre 2021 - Era la vacanza tanto desiderata, quella di fine stagione, in crociera, alla scoperta della Grecia. Invece si è trasformata in un incubo per una famiglia di Rimini. La disavventura dei titolari di un albergo riminese è cominciata martedì scorso. "Il giorno prima sono partita con mio marito, mia figlia e il suo ragazzo, alla volta delle isole greche, con una nota di compagnia di crociere _ racconta Enza Angelini _ ma il secondo giorno Alice, mia figlia, ha iniziato a sentirsi male. Aveva grossi dolori alla pancia e un po’ di febbre. Quando la temperatura è arrivata a 38° il regolamento della nave prevede che tu non esca dalla cabina. Il medico a bordo l’ha visitata subito facendole ecografie ed analisi del sangue, ma verso le 21, ancora attraccati ad Atene, ha iniziato ad avere fretta, forse perché la nave doveva salpare a breve. Ha dato il suo verdetto: appendicite che poteva entrare in peritonite. Da qui è iniziato l’incubo". Che cosa è successo?
"Ci hanno praticamente buttato fuori dalla nave in meno di mezz’ora. con sette persone dello staff che ci hanno fatto le valigie in fretta. Una volta scesi, mio marito e mio genero sono rimasti più di 60 minuti al porto di Atene, mentre la nave salpava, in attesa di un taxi che li portasse all’albergo. Io e mia figlia con l’ambulanza siamo finite in una clinica privata, convenzionata con la compagnia navale. Avevo chiesto al medico a bordo di aspettare fino all’arrivo, il giorno dopo, a Mykonos, ma non c’è stato nulla da fare. Ci hanno fatti scendere tutti e quattro, per lui era troppo rischioso".

E in clinica?
"Prima di prendere in carico mia figlia, volevano che firmassi a tutti i costi due fogli, uno per la tac e l’altro per procedere con l’intervento. E’ stata una notte infernale. Mia figlia non stava così male, e non volevamo che si operasse. Appena hanno capito che volevamo ripartire per l’Italia, la direzione sanitaria mi ha urlato contro accusandomi di mettere a rischio la vita di mia figlia. Ho pagato tutto, oltre 2mila euro tra visita, cure e altro".

Quando siete arrivati in Italia?

"Il giorno dopo, praticamente dopo 48 ore insonni. Siamo finiti prima a Roma, poi a Bari, dove avevamo lasciato l’auto, e poi al pronto soccorso di Rimini. Dove il medico ci ha detto che Alice aveva solo un’infezione intestinale da curare con antibiotici".

Addio vacanze. Ora attendete i rimborsi?
"La compagnia di crociera mi aveva assicurato che ci sarebbe stato un risarcimento, attraverso l’assicurazione, ma non è stato così. La clinica non mi ha rilasciato nulla di scritto, nelle cartelle mediche di mia figlia. Ho solo in mano i cd della tac, i raggi, le eco, non i referti o la diagnosi. Mi hanno detto che sono voluta tornare in Italia e che non veniva coperto nulla per i pagamenti. In totale avremo speso oltre 10mila euro, per non parlare dello stato di ansia e malessere. Una volta tornati in Italia sono spariti anche quell i della compagnia navale".

Intende fare causa?
"Ci sto pensando. Sicuramente volevo raccontare questa brutta storia per mettere in allerta altre persone, che come noi, amano la crociera. Bisogna stare attenti. Penso se al mio posto ci siano stati degli anziani. Magari finivano sotto i ferri inutilmente oppure spendevano ancora di più per cure mediche. E’ stata una bruttissima esperienza che non auguro a nessuno".