Una tartaruga liberata in mare dopo le cure (Ansa)
Una tartaruga liberata in mare dopo le cure (Ansa)

Rimini, 17 aprile 2019 – Un nuovo grande ospedale per curare le tartarughe, “lì dove tenevano in cattività prima i delfini e poi i leoni marini”. E poi attività e laboratori dedicati al mare, l’ampliamento della scuola vela del Club Nautico e, perché no, anche attività commerciali,  “ma sempre coerenti con il nostro progetto”.

Che è ambizioso: perché Fondazione Cetacea e Club Nautico si candidano ora a gestire l’ex Delfinario di Rimini, tornato nella disponibilità del Comune dopo il fallimento della società che lo gestiva. Il progetto è stato presentato questa mattina al Club Nautico dal presidente Gianfranco Santolini e da Sauro Pari, al timone della Fondazione Cetacea.

“Ora la palla passa al Comune, che dovrà fare il bando per assegnare la struttura e adoperarsi perché venga regolarizzata. Ma noi ci siamo, ci presenteremo sicuramente al bando”, assicurano Santolini e Pari. La Fondazione Cetacea attualmente è a Riccione, in un edificio che però il Comune intende vendere. Ma non è solo questo ad aver spinto la Fondazione Cetacea a mettere gli occhi sull’ex Delfinario, insieme al Club Nautico.

“Quella è la location ideale: siamo nel cuore della Rimini balneare, affacciati sul mare. E ci sarebbero gli spazi per aumentare la nostra attività. Ma sarebbe un'opportunità anche dal punto di vista turistico: oggi a Riccione facciamo 50mila visitatori all'anno, a Rimini potremmo diventare un grande punto di attrazione”, dice Pari. Che ha già fatto i conti: nell’ex acquario potrebbero starci 60 vasche per la cura delle tartarughe marine, contro le attuali 42. La grande incognita restano le risorse, “perché è chiaro – osserva Santolini – che se il Comune dovesse chiedere un canone molto alto, come avveniva prima per il Delfinario, sarebbe complicato per noi…”.

Anche perché serviranno, prima, importanti lavori di ristrutturazione e l’eliminazione degli abusi edilizi che hanno decretato, due anni fa, la chiusura del Delfinario. “Ma stiamo già cercando partner, e un progetto del genere potrebbe intercettare anche importanti finanziamenti”. Nel frattempo, in attesa del bando, Club Nautico e Fondazione sono pronti a riaprire da subito la struttura “con alcune attività”, se il Comune dovesse concedere loro lo spazio con un affidamento temporaneo. “In questo modo il Delfinario non sarebbe più luogo di degrado e balordi”, come avviene purtroppo da quando ha chiuso.