FRANCESCO ZUPPIROLI
Cronaca

Delitto Pierina, un mese dopo: indagini a tappeto ma ancora nessun indagato

Rimini: al centro dei sospetti degli inquirenti restano Manuela, il fratello Loris e i vicini Louis e Valeria Manca però la ’pistola fumante’ per individuare chi ha ucciso la pensionata il 3 ottobre

Rimini, 4 novembre 2023 – Ventinove. Ventidue e un quarto. Quattro. A un mese esatto dal delitto compiuto nei sotterranei di via del Ciclamino 31 sono questi i numeri scolpiti dall’intreccio di fili rossi su un muro che partono e portano tutti allo stesso identico centro: Pierina Paganelli.

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A una tranquilla pensionata di 78 anni, testimone di Geova, che esattamente la sera del 3 ottobre alle ventidue e un quarto è stata raggiunta e uccisa da ventinove coltellate sferrate da una mano ancora ignota.

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Quattro sono invece i sospettati de facto di un omicidio ancora avvolto in un manto di mistero e che in un mese le indagini della polizia hanno cristallizzato nei volti e nelle storie di familiari e vicini della vittima, divenuti loro malgrado i volti e le storie di chi, ad ora, gli inquirenti ritengono come maggiori indiziati (non indagati) per questo assassinio.

Il primo del poker di nomi finiti al centro dell’inchiesta è quello di Manuela Bianchi. Nuora di Pierina e colei che la mattina di un mese fa, alle 8.30, per prima ha trovato il cadavere martoriato della 78enne sulle scale del vano ascensore oltre le due porte tagliafuoco che separano il locale angusto dai garage.

Manuela è la moglie di uno dei tre figli di Pierina, Giuliano Saponi. Un 53enne che cinque mesi prima del delitto, il 7 maggio, era stato vittima di un misterioso incidente a pochi passi da via del Ciclamino. Lì dove nei giorni scorsi Giuliano è tornato nella sua casa allo stesso piano, il terzo, della palazzina in cui viveva anche la madre Pierina.

In quell’appartamento dal quale ad aprile la moglie Manuela se n’era andata dopo che il loro rapporto era entrato in crisi, pare anche per l’ingombrante presenza di una "amicizia speciale".

Di un presunto amante di Manuela, quel Louis Dassilva che abita sempre in via del Ciclmanino 31. Sempre al terzo piano. Sempre in quel pianerottolo di tre porte in cui si dividono gli appartamenti di Manuela e Giuliano, di Pierina Paganelli e di Louis.

Dassilva convive con la compagna e infermiera Valeria Bartolucci (proprio ieri ascoltata ancora in questura) e la mattina di un mese fa, quando è stato scoperto il corpo di Pierina, era con Manuela al momento del riconoscimento della 78enne uccisa.

Il quarto e ultimo nome è quello di Loris Bianchi. Il fratello di Manuela. Giardiniere riccionese che sin dai primi giorni dopo il delitto è stato più sotto ai riflettori del giallo, non essendosi mai sottratto a microfoni e taccuini dei media.

La sera del 3 ottobre si trovava anche lui in quella via del Ciclamino che di giorno in giorno assume sempre di più i tratti dell’emporio di Minnie nel The Hateful Eight di Tarantino: un’anfora di mistero dentro a cui si mescolano buoni e cattivi.

Eppure, a un mese dalla morte di Pierina, quel che c’è di certo sono solo sospetti che scivolano come fumo nelle fessure lasciate da presunte incongruenze negli alibi.

Ma fuori dalle stanze dove si indaga c’è un’intera città che pressa e vuole una risposta su chi sia stato a uccidere Pierina. Ma un mese non basta, per ora, nemmeno a mettere nero su bianco un nome nel registro degli indagati. Che resta intonso.