Rimini, la discoteca Paradiso venduta all'asta (foto archivio Migliorini)
Rimini, la discoteca Paradiso venduta all'asta (foto archivio Migliorini)

Rimini, 12 ottobre 2018 - Il cinema Fulgor ha riaperto a gennaio. Il Galli sta per tornare in scena dopo 75 anni. Chi mancava all’appello? Il Paradiso, che non poteva più attendere. E ieri, al sesto tentativo in poco più di un anno, l’ex discoteca di Covignano è stata venduta all’asta. Quanto è costato un posto in Paradiso? Poco, molto poco. La società che si è assicurata il complesso del locale di Covignano, l’ha pagato meno di un milione di euro: per la precisione 985mila euro. Pensare che alla prima asta, nel luglio 2017, il prezzo iniziale era di 3 milioni di euro. In un anno il valore dell’immobile si è ridotto a un terzo. Praticamente un affare. Ed è stato anche questo a spingere la Filo srl, una società formata da un gruppo di imprenditori romagnoli (anche riminesi) a fare l’offerta che si è rivelata decisiva. Nessun altro ha presentato offerte.

Tanti adesso si chiedono che ne sarà del Paradiso. Riaprirà come discoteca? Oppure verrà trasformato in un albergo, una delle destinazioni d’uso consentite dai piani urbanistici del Comune? Secondo i ben informati, la seconda appare come l’ipotesi più probabile, anche se ancora non esisterebbe un progetto dettagliato. Si capirà più avanti, dopo che la Filo srl avrà compiuto altri sopralluoghi e verificato tutte le possibilità con i propri tecnici. Anche perché, qualunque intervento la società decida di realizzare, serviranno milioni per rimettere in pista il Paradiso.

Il pubblico a Castel Sismondo

Il locale ha incarnato per decenni, più di ogni altro luogo, la Rimini del divertimento, delle notti che sembravano non finire mai. Una Rimini un po’ sbiadita, ma ancora più sbiadito è diventato il Paradiso, dopo la sua definitiva chiusura nel 2011. Rifugio per balordi, più volte saccheggiato dai ladri di rame, devastato dentro e fuori. Del locale sfavillante di Gianni Fabbri, scomparso nel 2004, il Paradiso oggi conserva solo qualche piccola traccia. Una delle poche cose che si sono salvate è la pista.

I camerini, gli uffici, il ristorante sono stati depredati e vandalizzati. Nel piano di sopra (dove c’era il ristorante un tempo) le vetrate sono state frantumate o mandate in pezzi. Nel giardino molti alberi stanno morendo e alcuni sono già crollati. La piscina è ricoperta di erbacce e rifiuti. Fanno quasi tenerezza, sparsi quà e là all’interno e fuori dalla discoteca, alcuni ‘cimeli’ sopravvissuti al tempo e al degrado. Qualche vecchio biglietto di ingresso, alcune delle famose tessere per accedere al privè del locale (negli uffici ne erano rimaste dai tempi di Fabbri), bottiglie di champagne e piatti con il logo del Paradiso.

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Una situazione iniziata nel 2011, l’anno dell’ultima stagione in pista del Paradiso dopo mezzo secolo di onorata carriera. Il battesimo nel 1957, quando Tina Mirti Fabbri, la madre di Gianni e Paolo, decise di far diventare la villa di famiglia un ristorante e dancing. Ma la svolta arrivò nel 1970, quando la gestione del Paradiso tornò alla famiglia Fabbri, e Gianni prese le redini facendone uno dei locali più alla moda della Riviera e dell’Italia intera.

Durante i quarant’anni in cui restò in pista (fino al 2001), dal Paradiso sono passati tutti. Negli anni ’80 Bettino Craxi e Gianni De Michelis erano di casa a Covignano. Negli anni ’90 furono indimenticabili quelle notti con Fiorello, Jovanotti e tanti, tanti altri. Dal Paradiso sono passati il principe Alberto di Monaco e Grace Jones, Versace e Gaultier. Qui Piero Chiambretti ha conosciuto quella che sarebbe poi diventata la sua fidanzata per molti anni.

Le feste organizzate da Fabbri sono entrate di diritto nella storia di Rimini. E fu lui a inventarsi per primo, negli anni ’70, le go-go girl, le prime cubiste in discoteca. Fabbri lasciò a malincuore il Paradiso, nel 2001, ai fratelli Buffagni (gestori di Villa delle Rose e Peter Pan). Non riusciva più a far quadra i conti. Da lì in poi sono cominciati i guai: il contenzioso dei Buffagni con i proprietari dell’immobile, le nuove gestioni che non sono riuscite a riportare il Paradiso agli antichi fasti, infine nel 2016 il fallimento della società immobiliare che deteneva la discoteca (la Covignano 260). Un anno dopo la prima asta, andata deserta. Come tutte le altre a seguire. Fino a ieri, quando la Filo srl si è portata a casa il Paradiso per meno di un milione.

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