San Marino 22 giugno 2021 - Il governo italiano deve ancora decidere quando e come riaprire le discoteche. Nel frattempo, però, San Marino è già "tornata in pista". Sabato 19 giugno, infatti, 2.700 ragazzi si sono ritrovati a ballare in occasione di The Vibe is on, la festa organizzata al Tiro al volo da Tito Pinton, titolare del Musica di Riccione. L'organizzazione è stata ferrea nei controlli: per poter accedere all'evento i partecipanti dovevano presentare il green pass oppure il certificato di tampone anti-Covid negativo. Alcuni dei ragazzi giunti sul Titano sprovvisti di tampone hanno approfittato della postazione allestita dagli organizzatori dell'evento per la somministrazione di tamponi rapidi.

San Marino, la riapertura delle discoteche sabato 19 giugno (foto Pruccoli)

Un esperimento, quello di sabato sera, che secondo lo stesso Tito Pinton "dimostra che si possono riaprire le discoteche anche in Italia". Infatti, a detta dell'organizzatore, non sarebbero stati registrati contagi tra i circa 3mila ragazzi che hanno partecipato alla serata dello scorso weekend. "Se non si riapre sarò costretto a replicare a San Marino, nonostante io abbia tre locali in Italia, dove invece si può ripartire", ha detto Pinton. Il quale ha sottolineato come il porblema, a livello italiano sarebbe politico: "Ormai siamo considerati degli untori". 

false

Per quando riguarda la riapertura delle sale da ballo nel nostro Paese, la prima data utile per la ripartenza è il 4 luglio, secondo quanto auspica Maurizio Pasca, presidente del Silb, associazione di categoria dei locali con sale da ballo: "Andare oltre sarebbe insostenibile ci aspettiamo buonsenso", ha detto Pasca. Il quale ha proseguito: "Il Governo non ci faccia perdere il primo week end di luglio perché le nostre attività sono aperte al massimo due volte a settimana. Per il Paese quella data non cambierebbe nulla, ma a noi tanto. Anche perché la gente già va lo stesso a ballare in decine di locali che, tra l'altro, sono aperti senza green pass. Quindi ci facciano riaprire e il ministero dell'Interno vigili sull'abusivismo"