Giada Buldrini e Serena Galassi con i gemelli avuti con la fecondazione eterologa
Giada Buldrini e Serena Galassi con i gemelli avuti con la fecondazione eterologa

Riccione (Rmini), 28 gennaio 2020 - Due gemelli con due mamme. Quella del Tribunale di Rimini è una sentenza che ha riempito il cuore di Giada Buldrini e Serena Galassi, ma è anche destinata a fare molto di più visto che, come sottolineato dagli uffici del municipio di Riccione, "la sentenza depositata sabato scorso va a colmare un vuoto normativo, non diversamente sanabile. A tutt’oggi in Italia non vi è una legge che dice che è possibile indicare come secondo genitore una persona dello stesso sesso del primo".

Il Comune ha accolto il pronunciamento del Tribunale e nei prossimi l’Ufficiale di Stato civile procederà all’annotazione dell’atto di nascita dei figli di Giada e Sabrina, indicando come secondo genitore la madre che ha donato i propri ovuli per la fecondazione medicalmente assistita e poi portata a termine dalla compagna. Le mamme dei due gemelli, assistite dall’avvocato Katia Buldrini, avevano presentato ricorso nel novembre del 2018 dopo che il Comune riccionese non aveva accolto la richiesta di iscrizione all’anagrafe. L’udienza si è tenuta nell’aprile dello scorso anno. Da allora sono serviti nove mesi al Tribunale per formulare una dettagliata sentenza lunga undici pagine.

"Sono contenta – premette l’avvocato Buldrini -. La sentenza del tribunale è dettagliata e coglie aspetti importanti. Tra questi il fatto che le due mamme fin da principio hanno deciso assieme un percorso, procedendo con la procreazione assistita. Il rifiuto del Comune di Riccione si risolverebbe in una illegittima discriminazione dei minori in ragione del loro luogo di nascita, essendo venuti al mondo a Rimini. Viene quindi ribadito l’interesse dei minori, e sancito il fatto che le coppie omogenitoriali hanno gli stessi diritti delle altre coppie".

Giada e Sabrina hanno voluto i due gemelli fin da quando hanno deciso di rivolgersi ad un centro specializzato in Spagna per la fecondazione eterologa, con donatori di spermatozoi esterni alla coppia. Giada ha donato gli ovuli impiantati nell’utero di Sabrina che ha partorito i bimbi nell’estate del 2013. 

D’ora in poi sugli atti, Giada sarà mamma dei due gemelli. "Sono contenta. Anche se ancora piccoli abbiamo detto ai bambini che per la legge siamo entrambe mamme. Ci hanno guardato e si sono messi a ridere perché per loro è una cosa ovvia. Fino ad oggi in tanti atti e documenti fatti dal comune all’Inps, veniva scritto che i bambini erano orfani di padre. Diveniva difficile anche procedere per semplici assegni famigliari, ad esempio. Ora non sarà più così anche se alcuni moduli burocratici non sono ancora pensati per due mamme. La sentenza è un grande passo".

Tuttavia la vita di Giada, Sabrina e dei gemelli non ne verrà stravolta. "Abbiamo sempre incontrato, a scuola e fuori, persone aperte e non abbiamo avuto problemi. Chi non era convinto ha cambiato idea conoscendoci. Le persone devono conoscerti per comprendere pienamente, e quando accade si capisce".