Piergiorgio Lorenzetti
Piergiorgio Lorenzetti

Rimini, 16 aprile 2016 - Pigio non ce l’ha fatta. «Se ne è andato, se ne è andato», ripetono sconvolti i genitori di Piergiorgio Lorenzetti, rimasti accanto a lui fino all’ultimo nella speranza che il ragazzo riaprisse gli occhi e mettesse fine a quell’incubo.

Ma ‘Pigio’ (come lo chiamavano gli amici) non si è più svegliato. Gettando nella disperazione il papà e la mamma. Aveva solo 19 anni Piergiorgio: una vita spezzata nel fiore dell’esistenza. Si era trasferito a Bologna a settembre, per studiare Medicina.

«Aveva superato i test di ammissione con un punteggio altissimo, era stato proprio bravo. E anche nei primi tre esami sostenuti all’università era andato molto bene. Aveva preso anche due lodi», racconta Lamberto Lorenzetti, il padre del ragazzo, che non si da pace per questa morte assurda e con ancora tanti aspetti da chiarire.

«Voglio che la gente non si faccia strane idee in testa: mio figlio non era un drogato – dice Lorenzetti, in lacrime – Piergiorgio non assumeva sostanze, e prendeva regolarmente alcuni medicinali solo perché aveva problemi di sonno». In un primo momento era sembrato fatale per il ragazzo un mix di spinelli e ansiolitici, ma sarà l’autopsia adesso a ricostruire le cause della sua drammatica morte (LEGGI le analisi: Pigio stroncato da un malore, la droga non c'entra).

«Piergiorgio mi aveva detto, subito dopo l’esame superato, che avrebbe fatto un po’ di baldoria insieme agli amici a Bologna. Niente di che, solo era stato molto sotto pressione negli ultimi giorni e aveva bisogno di staccare un po’...».

Tutto qui. «Piergiorgio è sempre stato un ragazzo controllato, senza eccessi. Lo voglio ribadire, perché sia chiaro – ripete ancora il padre Lamberto –. Mio figlio non era un drogato, non lo è mai stato. Faceva una vita assoltutamente sana, ed era anche molto sportivo».

Piergiorgio praticava infatti vari sport, giocava a tennis, ed era un amante del karate (aveva raggiunto la cintura nera). Ma soprattutto «era un ragazzo speciale, davvero. E ora non c’è più...», piangono i genitori.

La sua morte ha stravolto la famiglia Lorenzetti e tutto il paese di Verucchio. Perché i genitori di ‘Pigio’, Lamberto e Antonella Celli, sono molto conosciuti. In questi anni hanno gestito insieme vari e noti locali, dai Tre Re a Poggio Berni (il loro regno per anni) al ristorante panoramico di Verucchio Porta del sasso (che da anni si chiama La Fratta) fino allo stabilimento Turquoise a Rimini nel 2014.

Lorenzetti (che ha altri due figli,più grandi, dal primo matrimonio) è stato per tanti anni il titolare della Torrianese pannelli, eccellenza dell’industria riminese. Un’azienda importante, travolta poi dalla crisi come tante altre del settore edile, e infine costretta a chiudere.

Da molti anni la sua passione era dietro ai fornelli, e insieme alla moglie Antonella (che nel 2014 si era candidata nella lista di Stefania Sabbia, poi eletta sindaco di Verucchio) ha fatto la fortuna di diversi locali.