Rimini, 4 agosto 2018 - Omicidio volontario. E’ l’accusa che pende dal primo agosto sulla testa di Andrea Antico, 39 anni, caporal maggiore scelto in servizio presso il Reggimento 7° Vega dell’Esercito a Rimini, ma anche consigliere comunale di una lista civica a Montescudo-Monte Colombo, eletto nel 2016. L’omicidio è quello di  Emanuele Scieri, il 26enne allievo paracadutista di Siracusa, morto la notte tra il 13 e il 14 agosto 1999 nella caserma Gamerra di Pisa dopo aver subito, stando alle accuse, atti violenti di nonnismo. A distanza di 19 anni, il nome di Antico è finito nel registro degli indagati della Procura di Pisa insieme ad altri suoi due ex commilitoni, Alessandro Panella, romano di 39 anni, che da giovedì si trova agli arresti domiciliari e Luigi Zabara, 39 anni, laziale.

Per tutti l’accusa è di omicidio volontario. I loro nomi sono stati indicati agli investigatori pisani direttamente dai parlamentari della commissione d’inchiesta sul caso Scieri che su quel terzetto di «nonni» aveva raccolto numerose e significative segnalazioni nel corso delle audizioni di decine di testimoni che avevano descritto quegli ex parà come un nucleo di persone piuttosto temuto alla «Gamerra» dove, purtroppo, in quegli anni angherie, vessazioni e comportamenti violenti ai danni della reclute erano tanto frequenti quanto sottovalutati dalle autorità militari dell’epoca.

A ornire indicazioni importanti c’era stata, sempre in commissione d’inchiesta un anno fa, anche la testimonianza di un altro militare riminese, 20 anni appena, che nel 1999 prestava servizio nella caserma incriminata.

Per tutta la giornata di ieri il cellulare del caporal maggiore scelto Antico è suonato a vuoto. Ad un amico stretto si è limitato a dire: «Io in quei giorni ero in licenza, lo provano gli statini delle mie presenze». Da anni Antico, originario di Casarano, presta servizio a Rimini, al settimo reggimento Vega. Una carriera, la sua, tutta all’insegna della divisa e della disciplina. Adesso il passato è tornato a bussare alla sua porta. Su di lui pesa il sospetto di aver preso parte alla morte di Emanuele Scieri, caduto da una scala dalla quale stava cercando di fuggire dopo aver subito atti di nonnismo. E il giovane siciliano, se fosse stato soccorso subito, avrebbe potuto salvarsi. Invece per 19 anni la sua morte è stata fatta passare per un suicidio. Poi la clamorosa svolta con tre indagati.