Rimini, 31 agosto 2016 - Li fermano, spesso li condannano e gli ordinano di lasciare il nostro Paese. Ma loro, gli immigrati irregolari, restano, incuranti di qualsiasi disposizione. Un ostacolo che nessuno è riuscito a superare. Anche Rimini non sfugge al trend nazionale, con oltre il 50% di ‘irregolari’, ufficialmente espulsi che continuano a permanere nel nostro territorio, sfidando ogni divieto.

«E’ il problema più difficile da risolvere, non solo a livello nazionale, ma europeo-raccontano tra i denti uomini delle forze dell’ordine che ogni giorno ‘battono’ le nostre strade per garantire la sicurezza a residenti e turisti–Ed è avvilente vedere vanificati i nostri sforzi. Ma questa è la legge». A Rimini, secondo i dati forniti dalla Questura, solo nei mesi estivi, le espulsioni sono state 84 a fronte di 136 arresti. Più del 50% stranieri, l’altro 40% restante spetta agli italiani. Di certo si sa che sette stranieri non in regola sono partiti volontariamente ed effettivamente. Altri otto, tre moldave, quattro brasiliani e un albanese sono stati accompagnati alla frontiera e fatti rimpatriare. Quarantaquattro irregolari hanno avuto l’ordine emesso dal questore di non ritornare in Italia prima di cinque anni. Altri 25 sono stati ‘trattenuti’ pressi i cinque Cie (i centri di identificazione ed espulsione) per l’identificazione e la successiva espulsione. Ma quanti di questi 69 sono stati effettivamente ritornati a casa? Nessuno lo sa. Spesso alla maggior parte di questi irregolari le forze dell’ordine non riesce a dare un nome ed un cognome.

«Soprattutto i nordafricani si bruciano i polpastrelli per non farsi identificare. Gettano i documenti e si inventano nuove identità. Ne scopriamo quasi ogni giorno con nomi diversi, magari condannati in un altro tribunale con un alias e colpiti da diversi fogli di via», raccontano agenti e carabinieri. Ma l’invito del questore a lasciare l’Italia cade nel nulla. Così spesso le forze dell’ordine si trovano sulla loro strada individui espulsi, ri-espulsi, magari anche cinque-sei volte, in diverse zone d’Italia, ma che non se ne vanno mai. Una continua rincorsa con poche espulsione effettive. Delle nuove 84 espulsioni estive, ben 23 riguardano soggetti con passaporto marocchino, 14 i senegalesi, 12 gli albanesi, 9 tunisini, 6 del Bangladesh, 4 brasiliani, 3 moldave, 1 dell’Ecuador e 1 del Kenya. Dall’inizio 2016 sono stati in totale 155 i fogli di via con un trend quasi costante rispetto all’anno passato. Discorso a parte meritano i richiedenti asilo per ragioni umanitarie: «Quelli veri si tengono ben stretto il loro passaporto e, nella sventurata ipotesi che lo perdano, sanno fornire dettagliate informazioni sulla loro vita passata», spiegano in Questura. Hanno fatto domanda 10 afgani, 13 cittadini della Costa d’Avorio, 35 nigeriani e 13 della Nuova Guinea. Attendono una risposta per potersi ricostruire una vita, lontani da guerre e persecuzioni.