Fabrizio Corona e Federico Cimaroli dello Yellow Factory

Riccione, 12 giugno 2018 - Insulti e battute, dalle emoticon con le sbarre a parole non riproducibili, fino ai commenti lapidari: «Cattivo esempio per i giovani». Da giorni in rete la pagina di Giardino Lime, il locale di casa allo Yellow Factory in zona Marano, è presa di mira. Non appena dal locale hanno postato la locandina che annuncia la serata con Fabrizio Corona sabato, il web si è scatenato. O lo si ama o lo odia. C’è chi in tv si inginocchia quando lo incontra e chi non riesce a frenare gli insulti. Anche questo è Corona e stavolta nel mirino ci è finito il locale dove ha scelto di presentare la sua nuova esperienza musicale, in consolle come dj. «Non è una nuova esperienza artistica, io promuovo il mio brand e adesso lo faccio mettendo i dischi», ribatte Corona. Quella a Riccione sarà una prima in consolle. E trattandosi di Corona non poteva mancare la provocazione: «Venitemi a vedere metto i dischi meglio di David Guetta». Ecco spiegata la scelta di Riccione come luogo dove presentarsi in una nuova veste. «Dopo Milano e Napoli è la mia casa. Qui in vacanza ho trascorso la mia infanzia».

In tempi più recenti c’è stata l’amicizia con Federico Cimaroli, oggi alla guida dello Yellow Factory. Indizi che portano alla serata di sabato. L’annuncio in locandina è tutto un programma: «Ne ho sentite tante, ora suono io». Non sarà un incontro e Corona non racconterà la propria vita. Come ha detto, promuoverà il suo brand, ma la cosa fa ugualmente discutere da giorni. In rete le battute sui suoi trascorsi in carcere non si sono fatte attendere, ma le critiche sono piovute anche sul locale per avere organizzato la serata. «Ma veramente credete che sia un onore averlo nel proprio locale?» scrive Fiorenza.

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Un centinaio di commenti, molti a briglia sciolta che hanno portato i referenti del locale a prendere posizione. «Corona verrà in veste di artista – precisa Beatrice Leonardi, direttore artistico di Giardino Lime - come lui stesso ci ha proposto, scegliendo Lime per lanciare il suo nuovo progetto legato alla musica. Farà il Dj, non verrà a parlare del suo passato, ma crediamo che attraverso la musica riuscirà comunque a trasmettere quello che ha provato e le emozioni che prova oggi». La pioggia di critiche ha portato Giorgio Galimberti, uno degli ideatori di Yellow factory, a difendere la propria creatura. «Abbiamo acceso una luce nel buio del Marano, finalmente questa zona di Riccione è tornata a vivere e ce la metteremo tutta per continuare a illuminarla con i nostri eventi, artisti e incontri culturali, nell’ex night club confiscato alla mafia e nel giardino Lime, che abbiamo recuperato dal degrado più assoluto. Dietro a questo progetto c’è infatti un’impresa, che come tale ha fatto e continua a fare investimenti per stare sul mercato».

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IN BALLO c’è molto di più della riuscita di una serata firmata Corona, c’è la reputazione dello Yellow. «Questi spazi sono completamente rinnovati e l’attività precedente è stato ormai soppiantata anche nell’opinione pubblica dalle immagini positive degli incontri e delle iniziative culturali che siamo riusciti a organizzare. Solo con le nostre forze, e di questo ne siamo orgogliosi. Come siamo fieri di avere riacceso l’interesse su tutta l’area del Marano, oggettivamente abbandonata al degrado più assoluto: nel parcheggio antistante c’erano spaccio e prostituzione, oggi, grazie alle nostre iniziative, è diventato uno spazio riutilizzabile da tutti». Nel frattempo sabato si avvicina e in Rete continuano a suonarle.

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